“Tomboy” racconta la ricerca dell’identità sessuale di una bambina di 10 anni

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Tocca un argomento attuale e delicato la regista Celine Sciamma con la sua pellicola “Tomboy”, che arriverà anche in Italia a partire dal 7 ottobre prossimo. Attuale sì, perché si parla di identità sessuale. Attuale perché è altrettanto recente la storia del suicidio di un ragazzino di 14 anni, il new yorkese Jamey Rodemeyer portato al gesto estremo a causa del bullismo subito a scuola dopo essersi dichiarato bisessuale.
Una vicenda toccante soprattutto per la regista per la quale il tema dell’identità sessuale è ancora oggi una pressione fin troppo pesante e violenta. Ma questa pressione spesso si può trovare anche dentro casa, come viene raccontato nel film.

Il suo film cerca di trattare l’argomento in modo semplice, mostrando le paure, i timori e le sensazioni di una ragazzina di 10 anni che, trovandosi in un posto nuovo in seguito al trasferimento della famiglia, deciderà di presentarsi a tutti non come Laure, ma come Mickaël.
Dell’infanzia si parla sempre come l’età dell’innocenza, io credo invece sia una stagione della vita piena di sensualità ed emozioni ambigue“, ha spiegato la regista.
Il film rappresenta un caso vero e proprio: è stato scritto in 3 settimane con soli 20 giorni di riprese, ma ha riscosso un ottimo successo in Francia ed ha ottenuto un riconoscimento importante, il Teddy Award, al Filmfest di Berlino, trionfando inoltre la 26° edizione del Torino Glbt Film Festival.

Ed è innegabile la gioia della regista: “In Francia ‘Tomboy’ è diventato un film per famiglie, ognuno ci ha trovato qualcosa di interessante. La storia dice che nulla è definitivo, ed è stato meglio dirlo così, in modo ludico, pensando a Truffaut, ma anche ai polizieschi dove c’è un infiltrato che s’insinua tra i criminali”.

Alessandra Battistini

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