Pasolini: al cinema la versione restaurata di “Salò o le 120 giornate di Sodoma”

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Quarant’anni fa veniva ucciso Pier Paolo Pasolini, ed in occasione di quel tragico evento la Cineteca di Bologna e la Cineteca Nazionale hanno restaurato “Salò o le 120 giornate di Sodoma“, considerato da sempre uno dei film più controversi della storia del cinema italiano. Il film restaurato è stato premiato all’ultima mostra del Cinema di Venezia nella categoria Restauri di Venezia Classici. Pasolini terminò il montaggio del film il giorno prima di essere ucciso all’Idroscalo di Ostia da Pino Pelosi.

La pellicola uscì postuma, innescando una lunga serie di polemiche e di controversie giudiziarie che colpirono in prima persona il produttore Alberto Grimaldi processato per oscenità e corruzione di minori, tant’è che la pellicola nel 1976 venne ritirata per poi essere ridistribuita soltanto nel 1978. Il film è diviso in quattro capitoli, Antinferno, Girone delle Manie, Girone della Merda e Girone del Sangue , in una rappresentazione attualizzata dei gironi dell’Inferno di Dante, dove il potere mostra tutta la sua immagine perversa e violenta.

La pellicola che tornerà nelle sale domani 2 Novembre, rappresenta una sorta di testamento spirituale di Pasolini, che con questo film provò a spiegare la sua avversione al potere e la crisi morale che stava attraversando l’Italia negli anni ’70.  Il sesso, filo conduttore dell’intero film, mostrato in tutta la sua brutalità, rappresenta una perfetta metafora del potere che può diventare malvagio e crudele, tanto da obbligare chiunque ad annullare la propria persona abbandonandosi ad esso.

Anche per questo motivo la scelta di restaurare “Salò o le 120 giornate di Sodoma” e di proiettarlo integralmente senza nessun tipo di censura, rappresenta una scelta importante così da far conoscere anche alle nuove generazioni l’idea che Pasolini aveva del potere ed il suo pensiero che oggi appare vivo più che mai.

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