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Festival di Cannes: Draquila un successo meritato

Festival di Cannes: Draquila un successo meritato

Posted on 08 mag 2010 at 1:36pm

Primeggia al Festival di Cannes il film di Sabina Guzzanti dal titolo “Draquila,. L’Italia che trema”, il documentario  uori gara sulla città abruzzese colpita dal terremoto del 6 Aprile 2009. Oggi, dopo il successo a Cannes, la pellicola della Guzzanti approda nelle sale cinematografiche.

Al centro delle polemiche, Draquila è «Una riflessione sulla deriva autoritaria italiana», come spiega la regista Sabina Guzzanti. La denuncia va da Guido Bertolaso, capo della protezione civile, passando, poi, per il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, poiché, secondo la Guzzanti, non hanno fatto il possibile per gli abitanti aquilani e per la stessa città. La Guzzanti parla della sua verità, contrapposta a quella che il versante politico ci offre: la Guzzanti si reca presso i luoghi colpiti dal sisma, raccoglie, per circa nove mesi, tutto il materiale che le occorre per montare su il film-documentario che vanta ben 700 ore di registrazione.

Oltre alla facciata politica, Sabina Guzzanti ci mostra, nella sua pellicola, l’umanità e la speranza di voler ricominciare a tutti i costi dei comuni abruzzesi, innamorati delle loro terre e fieri di appartenervi, tenaci in tutto e per tutto al fine di contribuire alla ripresa della regione e, soprattutto, dei comuni nei pressi dell’Aquila, compresa L’Aquila stessa. Una sorta di sfida, una esigenza, un bisogno, un voltare pagina. La Guzzanti è riuscita a filmare tutto questo, è riuscita a dare delle immagini alle emozioni e ai sentimenti della popolazione abruzzese, degli stessi terremotati che hanno passato i loro momenti più difficili nelle tendopoli o negli alberghi sulla costa.

Non solo commenti politici, dunque, nel film-documentario Draquila. L’Italia che trema, ma anche tanta storia, la vera storia che passa attraverso i filtri cinematografici di Sabina Guzzanti.

La doppia ora - il thriller di Giuseppe Capotondi

La doppia ora – il thriller di Giuseppe Capotondi

Posted on 16 dic 2009 at 9:30am

Giuseppe Capotondi esordisce con un insolito thriller, in cui nulla è come sembra, in cui tutti i personaggi hanno un segreto da mantenere, da difendere. Gli attori, dai principali a quelli di contorno, si rivelano piuttosto bravi a compensare alcuni problemi di sceneggiatura, aiutando il pubblico persino ad accostarsi alla trama del film, decisamente intensa.

La pellicola de La doppia Ora è stata girata a Torino e prodotta grazie al contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, oltre che grazie all’aiuto della Film-Commission Torino-Piemonte.

Si incontrano per caso Sonia e Guido. La prima è una ragazza che fa la cameriera in un hotel e viene da Lubiana, il secondo, invece, è un ex poliziotto vedovo che lavora come custode in una villa fuori città. Il loro incontro avviene in uno speed date: per lei è la prima volta, mentre lui è un frequentatore assiduo. Tra i due nasce una forte attrazione; in pochi giorni si conoscono e mettono a nudo le loro verità. Sono sul punto di innamorarsi, quando Guido muore per salvare lei dallo stupro di una banda di professionisti, introdottasi nella villa approfittando degli allarmi disattivati.

Si ritrova da sola Sonia, si ritrova a vivere il lutto di Guido, e non trova il senso di ciò che sta vivendo. Alcuni la ritengono addirittura responsabile per ciò che è accaduto a Guido. Lei, presa dai tormenti del passato, comincia a chiudersi in se stessa, fino a collassare. E’ davvero Guido quello che lei continua a vedere, al di là di ogni plausibile logica, o è solo la sua mente che vacilla? Quando, dopo il funerale della sua unica amica e collega Margherita, viene drogata da un losco cliente abituale dell’albergo e seppellita viva in un bosco, la fine è oramai ad un passo.

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Welcome - un film da 10 milioni di incassi

Welcome – un film da 10 milioni di incassi

Posted on 15 dic 2009 at 10:30am

Simon (Vincent Lindon), un istruttore di nuoto di una piscina comunale a Calais, sulla costa nordica della Francia, sta attraversando un periodo di crisi con la moglie e svolge il suo lavoro come una banale routine, fino a quando incontra Bilal (Firat Ayverdi), un giovane curdo che ha attraversato l’Europa da clandestino per raggiungere la ragazza in Inghilterra. Dopo un tentativo fallito di varcare la frontiera, l’unica possibilità per Bilal di realizzare il suo sogno è attraversare la Manica a nuoto e Simon è il solo che può allenarlo: il coraggio del ragazzo, deciso a tutto pur di salvare il suo amore, convincerà Simon a mettersi in gioco in prima persona, sfidando la legge per aiutarlo in un’impresa all’apparenza impossibile.

Welcome è uno dei film più attesi della stagione per i temi d’attualità che affronta, quello dell’immigrazione in primo piano, raccontati attraverso un’emozionante storia d’amore e di amicizia. Nel mirino, l’articolo L622/1 della legge sull’immigrazione voluta da Nicolas Sarkozy, che punisce con cinque anni di reclusione i cittadini francesi che aiutano i clandestini, come quelli della “giungla” di Calais. Sul banco degli imputati sono finite pure l’organizzazione umanitaria Emmaus fondata dall’abbé Pierre e una casalinga 59enne rea di aver ricaricato il cellulare di alcuni irregolari.

«Quel che accade oggi a Calais mi ricorda ciò che è accaduto in Francia durante l’occupazione tedesca: aiutare un clandestino è come aver nascosto un ebreo nel ’43, si rischia il carcere», dice il regista francese Philippe Lioret. Accolto con quindici minuti di applausi alla sezione Panorama del Festival di Berlino 2009, il film ha ottenuto il Premio del Pubblico, il Premio Label Europa Cinemas e il Premio della Giuria Ecumenica.

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A Christmas Carol

A Christmas Carol

Posted on 12 dic 2009 at 12:28pm

E’ la Vigilia di Natale e tutti si apprestano a trascorrerla con i propri cari. Tutti tranne il vecchio ed avaro strozzino, Ebenezer Scrooge (Jim Carrey) che detesta lo spirito natalizio, arrivando persino a rifiutare l’invito a cena del suo unico nipote Fred (Colin Firth). Odia la festa così tanto da non comprendere come il suo contabile Bob Cratchit (Gary Oldman) possa amare così tanto la ricorrenza nonostante lo stipendio da fame che gli da ogni settimana, nonostante abbia una famiglia numerosa da sostenere.

La notte della vigilia di Natale, però, viene spaventato dal fantasma del suo socio in affari, Marley, morto sette anni prima. Marley gli annuncia l’arrivo di tre Spiriti: uno gli mostrerà i suoi Natali passati, uno quello presente e l’ultimo quello futuro in cui lui sarà morto e nessuno avrà un buon ricordo della sua esistenza. Per Scrooge sarà una Vigilia di Natale dagli effetti del tutto inaspettati. Sono passati 166 anni da quando la novella di Charles Dickens, A Christmas Carol, è stata pubblicata per la prima volta: non è mai andata fuori stampa ed è diventata un classico della letteratura anglosassone.

Esce nelle sale Meno male che ci sei di Luis Prieto

Esce nelle sale Meno male che ci sei di Luis Prieto

Posted on 25 nov 2009 at 11:00am

Luis Prieto, ha scelto di realizzare una storia molto semplice, di raccontare la relazione tra due donne che appartengono a generazioni differenti ma accomunate da un grande bisogno d’amore. Ottima è stata l’idea di metterle a confronto: Allegra, diciassettenne introversa, che vorrebbe essere accolta e considerata in famiglia e in società, non ha fiducia nel mondo maschile e negli uomini in generale, Luisa, trentacinquenne confusa, con il sogno di avere una storia d’amore e una vita come tutti, al contrario, si fida quasi cecamente degli uomini. Sarà la convivenza delle due a smorzare le loro asfissianti insicurezze, le loro paure, che poi sono le stesse di tutte le donne, vivendo in modo più equilibrato e dinamico. Claudia Gerini e Chiara Martegiani sono le due protagoniste che rivendicano con voce squillante il loro diritto alla libertà e alla felicità.

Luis Prieto arrivò in Italia cinque anni fa per presentare alla Mostra del Cinema di Venezia il suo cortometraggio Bamboleho. Vinse la Menzione Speciale della Giuria e, da allora, il suo piccolo film divenne per lui un valido, nonché prezioso, biglietto da visita in Italia. Venne a contatto con la Cattleya con la quale cercò subito un progetto da realizzare insieme. Arrivò, così, Ho Voglia di Te. In seguito, decise di trasferirsi in Italia, dopo essere stato in Argentina a girare un film per una produzione spagnola e nella stessa Spagna per girare alcuni spot pubblicitari.

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Valentino, The last emperor - il regista punta alla statuetta dell'Oscar

Valentino, The last emperor – il regista punta alla statuetta dell’Oscar

Posted on 17 nov 2009 at 8:32am

Racconta gli ultimi anni di attività dello stilista il film Valentino, The last emperor, il film documentario di Matt Tyrnauer. Il film, che ha ricevuto la massima accoglienza alla Mostra del Cinema di Venezia 2008, al Festival di Toronto e in tutto il Nord America, uscirà in versione limitata, ovvero in sole dieci sale italiane, «le più giuste», dice Matt. Il film esordisce in territorio italiano potrebbe concorrere agli Oscar per la categoria documentari o per miglior film dell’anno. «Speriamo – ha detto Tyrnauer – di rientrarci così come si dice negli Usa in queste settimane. La lista per il miglior film sarà quest’anno ampia di 10 titoli e forse un paio di documentari saranno inclusi, tra qui ci auguriamo il nostro».

La pellicola su Valentino è al centro dei dibattiti di stampa di questi ultimi giorni non solo per la limitata distribuzione, ma anche perché  il progetto di un museo nella Capitale dedicato interamente a Valentino ha subito una battuta d’arresto. «Era un progetto che avevamo portato avanti con l’allora sindaco di Roma Veltroni. Poi con Alemanno c’è stato un intoppo: il comune di Roma voleva fare un museo dedicato a tutti gli stilisti. E noi a quel punto ci siamo chiamati fuori» ha detto Giancarlo Giammetti, socio di Valentino e suo compagno di lavoro e di vita da oltre 50 anni. «Non voglio fare polemiche – precisa in seguito – dico solo che quel progetto è saltato e non ce n’è un altro in Italia. Per questo abbiamo deciso di aprire un nostro piccolo museo nella casa di Valentino a Parigi».

L'uomo che fissa le capre

L’uomo che fissa le capre

Posted on 07 nov 2009 at 6:13pm

Il giornalista Bob Wilton (Ewan Mc Gregor), appena mollato dalla moglie, parte in missione. La sua destinazione è l’Iraq, dove s’imbatte nell’ombroso Lyn Cassidy (George Clooney), dicendo di far parte di un distretto militare sperimentale degli Stati Uniti: il New Earth Army, legione di “monaci guerrieri” con poteri psichici incomparabili – ovvero capaci di leggere i pensieri del nemico, passare attraverso le pareti e uccidere una capra semplicemente fissandola – già addestrati da Bill Django, soldato hippie col volto e il codino di Jeff Bridges, ora scomparso.

L’incontro con Lyn Cassidy, da oltre vent’anni membro del reparto, aprirà le porte a Bob verso una nuova realtà, scoprendo che l’esercito e il modo di combattere sono cambiati; infatti, lo strano reparto, fondato nel 1983, si prefigge di utilizzare poteri psichici per poter leggere i pensieri del nemico, passare attraverso solide mura e perfino uccidere una capra semplicemente fissandola (da qui il titolo del film L’uomo che fissa le capre). Ma quando il fondatore del reparto, Bill Django, sparisce, Cassidy intraprende una missione per trovarlo, Bob si unirà a lui incuriosito dalle inverosimili storie.

“Questa storia è più vera di quanto possiate credere”, ironizza una didascalia prima dei titoli di testa. In effetti, dietro al copione de L’uomo che fissa le capre c’è un libro/inchiesta pubblicato nel 2004 dal reporter e documentarista inglese Jon Ronson (tradotto da Einaudi Stile Libero) che sembrerebbe uscito dalla fantasia scatenata dei fratelli Coen.

Zemanlandia di Giuseppe Sansonna

Zemanlandia di Giuseppe Sansonna

Posted on 03 ott 2009 at 5:50pm

Zemanlandia è un appassionante documentario sulla squadra del Foggia e il suo Zdenek Zeman. Per la regia di Giuseppe Sansonna, il film/documentario ripercorre ripercorre la storia del grande Foggia Calcio.

All’inizio degli anni Novanta, una squadra di provincia entra a far parte della serie A sconvolgendo qualsiasi pronostico italiano. Un mucchio di sconosciuti, reclutati per un tozzo di pane nelle serie minori, vengono allenati da Zeman. Gli squadroni costati miliardi cominciano a sudare freddo e tremare dalla paura dei loro avversari. E’ la storia del Foggia, che incassa una serie di vittorie, goal, appassionando tutto il mondo del calcio, divertendo i loro tifosi.

Zeman spiazza la stampa sportiva con pause interminabili e risposte impassibili; sottopone i giocatori a fatiche disumane, fatte di esercizi estenuanti per dar loro il giusti allenamento che in campo potrà renderli unici: i begnamini della platea sportiva.

Il tormento dei calciatori si riscatta nella bolgia del piccolo Stadio Zaccheria, punto di ritrovo dei tifosi foggiani la domenica pomeriggio. Tutti i sogni, all’improvviso vengono infranti: la Uefa sfuma all’ultima giornata, esce di scena il presidente Casillo, Zeman è ormai proiettato verso la Capitale mentre la sua squadra, il Foggia, resta sola in un angolo. Si spengono i riflettori, amarezza nei volti dei giocatori, lo Stadio Zaccheria ha smesso di sognare, di volare insieme al Foggia di Zeman.

Nasceranno altre Zemanlandie, ma quella del Foggia rimarrà nei secoli la più sorprendente. Il documentario ripercorre le vicende del Foggia Calcio dando la parola ai protagonisti di allora: Zeman, Casillo, Pavone, Altamura, Signori, Rambaudi, Di Biagio, i tifosi e tanti altri.

La pellicola contiene anche l’intervista più lunga mai rilasciata dall’allenatore Zeman, sempre parco di parole ma non di argomenti. Si narra di una cena con Luciano Moggi, del corteggiamento dell’Inter, del rapporto con i tifosi pugliesi. Oggi, dopo qualche esperienza infelice, Zeman guarda gli altri giocare. Perché?

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Baarìa di Giuseppe Tornatore

Baarìa di Giuseppe Tornatore

Posted on 27 set 2009 at 9:17pm

Torna sui grandi schermi la grande firma di Giuseppe Tornatore. Si chiama Baarìa il nuovo film del regista che, tanto attaccato alla sua splendida terra proietta, sul grande schermo, un omaggio al cinema dei passato.

La storia è ambientata in Sicilia, terra di antichi sapori, di grandi passioni e storie. Tra le tante, trova spazio la storia di una di quelle famiglie siciliane del popolino. Il periodo è quello del Fascismo, intorno agli anni ’30, epoca di grandi cambiamenti, di vite vissute e di cinema. La storia si protrae fino agli anni ’80, con grandi e sostanziali cambiamenti.

Cicco è un pastore appassionato di letteratura epica e, sin da bambino, si differenziava dai suoi coetanei per il suo spirito contestatore. Durante la guerra cresce suo figlio Peppino, il quale, ancora giovanotto, entra a far parte del Partito Comunista diventandone esponente di spicco a livello locale. Lo stesso, riesce a sposare, nonostante le controversie della famiglia di lei, Mannina, futura mamma dei loro numerosi bambini, da tutti etichettati come i “figli del comunista”.

Questo il cast: Francesco Scianna, Margareth Madè, Nicole Grimaudo, Angela Molina, Lina Sastri, Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Gaetano Aronica, Alfio Sorbello, Luigi Lo Cascio, Enrico Lo Verso, Nino Frassica, Laura Chiatti, Michele Placido, Vincenzo Salemme, Giorgio Faletti, Corrado Fortuna, Paolo Briguglia, Tony Sperandeo, Monica Bellucci, Leo Gullotta, Franco Scaldati, Gabriele Lavia, Raoul Bova, Luigi Maria Burruano, Aldo Baglio, Elena Russo, Beppe Fiorello, Marcello Mazzarella, Donatella Finocchiaro, Sebastiano Lo Monaco.

Baarìa, un grande colosso del cinema Tornatore, nonché italiano, con i temi classici della commedia italiana, si concentra su una fetta ben precisa della popolazione siciliana: il popolino. E’ lui il vero protagonista del cinema di Tornatore che, attraverso contrasti accesi, cerca di trasmettere al pubblico del grande schermo una realtà che, seppur temporalmente appartiene a cronologie passate, non passa nel dimenticatoio, non si dimentica, ma si vive ancora, giorno per giorno in noi.

A fare questo splendido encomio alla Sicilia non poteva che essere un grande artista del calibro di Tornatore.

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