Posts Tagged ‘ultime uscite al cinema’

Esce nelle sale Meno male che ci sei di Luis Prieto

Esce nelle sale Meno male che ci sei di Luis Prieto

Posted on 25 nov 2009 at 11:00am

Luis Prieto, ha scelto di realizzare una storia molto semplice, di raccontare la relazione tra due donne che appartengono a generazioni differenti ma accomunate da un grande bisogno d’amore. Ottima è stata l’idea di metterle a confronto: Allegra, diciassettenne introversa, che vorrebbe essere accolta e considerata in famiglia e in società, non ha fiducia nel mondo maschile e negli uomini in generale, Luisa, trentacinquenne confusa, con il sogno di avere una storia d’amore e una vita come tutti, al contrario, si fida quasi cecamente degli uomini. Sarà la convivenza delle due a smorzare le loro asfissianti insicurezze, le loro paure, che poi sono le stesse di tutte le donne, vivendo in modo più equilibrato e dinamico. Claudia Gerini e Chiara Martegiani sono le due protagoniste che rivendicano con voce squillante il loro diritto alla libertà e alla felicità.

Luis Prieto arrivò in Italia cinque anni fa per presentare alla Mostra del Cinema di Venezia il suo cortometraggio Bamboleho. Vinse la Menzione Speciale della Giuria e, da allora, il suo piccolo film divenne per lui un valido, nonché prezioso, biglietto da visita in Italia. Venne a contatto con la Cattleya con la quale cercò subito un progetto da realizzare insieme. Arrivò, così, Ho Voglia di Te. In seguito, decise di trasferirsi in Italia, dopo essere stato in Argentina a girare un film per una produzione spagnola e nella stessa Spagna per girare alcuni spot pubblicitari.

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Valentino, The last emperor - il regista punta alla statuetta dell'Oscar

Valentino, The last emperor – il regista punta alla statuetta dell’Oscar

Posted on 17 nov 2009 at 8:32am

Racconta gli ultimi anni di attività dello stilista il film Valentino, The last emperor, il film documentario di Matt Tyrnauer. Il film, che ha ricevuto la massima accoglienza alla Mostra del Cinema di Venezia 2008, al Festival di Toronto e in tutto il Nord America, uscirà in versione limitata, ovvero in sole dieci sale italiane, «le più giuste», dice Matt. Il film esordisce in territorio italiano potrebbe concorrere agli Oscar per la categoria documentari o per miglior film dell’anno. «Speriamo – ha detto Tyrnauer – di rientrarci così come si dice negli Usa in queste settimane. La lista per il miglior film sarà quest’anno ampia di 10 titoli e forse un paio di documentari saranno inclusi, tra qui ci auguriamo il nostro».

La pellicola su Valentino è al centro dei dibattiti di stampa di questi ultimi giorni non solo per la limitata distribuzione, ma anche perché  il progetto di un museo nella Capitale dedicato interamente a Valentino ha subito una battuta d’arresto. «Era un progetto che avevamo portato avanti con l’allora sindaco di Roma Veltroni. Poi con Alemanno c’è stato un intoppo: il comune di Roma voleva fare un museo dedicato a tutti gli stilisti. E noi a quel punto ci siamo chiamati fuori» ha detto Giancarlo Giammetti, socio di Valentino e suo compagno di lavoro e di vita da oltre 50 anni. «Non voglio fare polemiche – precisa in seguito – dico solo che quel progetto è saltato e non ce n’è un altro in Italia. Per questo abbiamo deciso di aprire un nostro piccolo museo nella casa di Valentino a Parigi».

Zemanlandia di Giuseppe Sansonna

Zemanlandia di Giuseppe Sansonna

Posted on 03 ott 2009 at 5:50pm

Zemanlandia è un appassionante documentario sulla squadra del Foggia e il suo Zdenek Zeman. Per la regia di Giuseppe Sansonna, il film/documentario ripercorre ripercorre la storia del grande Foggia Calcio.

All’inizio degli anni Novanta, una squadra di provincia entra a far parte della serie A sconvolgendo qualsiasi pronostico italiano. Un mucchio di sconosciuti, reclutati per un tozzo di pane nelle serie minori, vengono allenati da Zeman. Gli squadroni costati miliardi cominciano a sudare freddo e tremare dalla paura dei loro avversari. E’ la storia del Foggia, che incassa una serie di vittorie, goal, appassionando tutto il mondo del calcio, divertendo i loro tifosi.

Zeman spiazza la stampa sportiva con pause interminabili e risposte impassibili; sottopone i giocatori a fatiche disumane, fatte di esercizi estenuanti per dar loro il giusti allenamento che in campo potrà renderli unici: i begnamini della platea sportiva.

Il tormento dei calciatori si riscatta nella bolgia del piccolo Stadio Zaccheria, punto di ritrovo dei tifosi foggiani la domenica pomeriggio. Tutti i sogni, all’improvviso vengono infranti: la Uefa sfuma all’ultima giornata, esce di scena il presidente Casillo, Zeman è ormai proiettato verso la Capitale mentre la sua squadra, il Foggia, resta sola in un angolo. Si spengono i riflettori, amarezza nei volti dei giocatori, lo Stadio Zaccheria ha smesso di sognare, di volare insieme al Foggia di Zeman.

Nasceranno altre Zemanlandie, ma quella del Foggia rimarrà nei secoli la più sorprendente. Il documentario ripercorre le vicende del Foggia Calcio dando la parola ai protagonisti di allora: Zeman, Casillo, Pavone, Altamura, Signori, Rambaudi, Di Biagio, i tifosi e tanti altri.

La pellicola contiene anche l’intervista più lunga mai rilasciata dall’allenatore Zeman, sempre parco di parole ma non di argomenti. Si narra di una cena con Luciano Moggi, del corteggiamento dell’Inter, del rapporto con i tifosi pugliesi. Oggi, dopo qualche esperienza infelice, Zeman guarda gli altri giocare. Perché?

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The Informant di Steven Soderbergh

The Informant di Steven Soderbergh

Posted on 30 set 2009 at 1:44pm

Presentato a Venezia in gara per l’assegnazione del Leone d’Oro, è un film che ricalca decisamente la struttura del classico cinema hollywoodiano, ispirandosi, almeno per la prima parte, al cinema del grande Hitchcock; suspense e azione sono i suoi presupposti del dialogo dei suoi personaggi.

Tratto dal romanzo di Kurt Eichenwald, si tratta di una storia vera che vede per protagonista Mark Whitacre, un eroe apparentemente buono, convinto di agire in modo giusto e corretto, ma che, in realtà, non è che l’artefice della maggior parte dei problemi che gli si presentano e, nel contempo, vittima delle sue stesse convinzioni.

Mark, esperto biochimico, è un alto dirigente di una multinazionale dell’industria agro-alimentare, è preso da grandi interrogativi filosofici, spesso di tono astratto.

Qualcosa di non razionale abita dentro di lui ma, ancor prima di avere il tempo di capire perché, il personaggio è sfuggente. Inconsapevolmente, si ritrova nei panni di Fbi, a cui è stato affidato il compito di svelare reati commessi dalla sua società.

Con le sue rivelazioni, però, la macchina della verità sembra letteralmente impazzire. In questa lotta contro la realtà è sostenuto dall’appoggio morale della moglie Ginger.

Sul finale della pellicola di Steven Soderbergh, ci si rende conto che Mark è semplicemente affetto da disturbi della personalità, una sindrome bipolare che lo rende incapace di distinguere il vero dal falso, quindi il peggior testimone che possa esistere e il miglior truffatore che si possa ipotizzare di conoscere, dato che è riuscito per anni a combinare tutta una serie di imbrogli ai danni della sua compagnia senza che nessuno potesse accorgersene. Quindi, nessun segreto, nessun oggetto da scoprire, semplicemente una malattia che invade il nostro Mark.

Scontata la pena in carcere, Mark è pronto a ricostruire la sua vita ma, purtroppo, non ha modificato il suo modo di pensare e la sua incontrollabile tendenza a rendere vero tutto ciò che è profondamente fasullo.

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