Subito dopo l’annuncio ufficiale si è immediatamente diffusa una grande curiosità in merito al progetto italiano di Woody Allen, nel quale il regista statunitense lavorerà dirigendo, tra gli altri, Roberto Benigni.
Ma a quanto pare il divertente attore e regista non sarà il solo italiano a prendere parte al progetto di Allen che verrà ripreso a Roma: sono infatti emersi anche il nome di Riccardo Scamarcio, Isabella Ferrari e Sergio Rubini.
Il progetto va pian piano delineandosi e in corso d’opera iniziano le prime modifiche applicate al titolo: in un primo momento la pellicola avrebbe dovuto chiamarsi “Bop Decameron”, mentre il nuovo probabile titolo dovrebbe essere “Bella Ciao”, ma la notizia non è ancora stata ufficialmente confermata.
Il cast vedrà come protagonisti alcune grandi star di Hollywood come Penelope Cruz, Jesse Eisenberg e Alec Baldwin.
Parlando del suo lavoro Allen ha spiegato: “Ho pescato qua e là dal Decamerone di Boccaccio e a quei brani mi sono ispirato per un racconto corale”.
Infine riferendosi a Benigni, Woody Allen lo ha definito come “colui che rappresenta il meglio dell’Italia”.
Alessandra Battistini
C’è grande attesa per l’uscita di “Manuale d’amore 3″ di Giovanni Veronesi, nuovo capitolo che racconterà le varie fase dell’amore, seguendo la strada percorsa dai due film precedenti.
Il film uscirà venerdì al cinema e racconterà l’amore nella fase della giovinezza, con protagonisti Riccardo Scamarcio, Valeria Solarino e Laura Chiatti, la maturità, con Carlo Verdone e Donatella Finocchiaro, e il capitolo oltre la maturità, con Robert De Niro, Monica Bellucci e Michele Placido.
E’ rimasta molto colpita la “Monica nazionale” da questa collaborazione con il grande attore americano, definito da molti come il migliore dei nostri tempi.
“Robert non è solo un grande attore, ma un uomo pieno di fascino, ancora molto sexy, sono stata felicissima di recitare con lui devo confessare che ero molto emozionata quando ho dovuto baciarlo. Però era emozionato anche lui a baciare me!”.
Dello stesso pensiero è Carlo Verdone, che con De Niro ha condiviso una sola scena che segnerà il passaggio da un capitolo all’altro del film.
Alessandra Battistini
Dopo aver parlato per mesi della presenza di Robert De Niro nel film “Manuale d’amore 3″, nuovo film di Giovanni Veronesi (che arriva in seguito al successo di “Manuale d’amore” nel 2005 e “Manuale d’amore 2 – Capitoli successivi” nel 2007), ora si parla di un triangolo amoroso davvero piccante.
Entrano in scena Laura Chiatti e Valeria Solarino, due delle più interessanti attrici italiane del momento che si trovano al centro di un triangolo con Riccardo Scamarcio.
Le due belle attrici sapranno far girare la testa al bel Riccardo (e non solo!) nel capitolo del film intitolato “Giovinezza”; le due donne hanno posato insieme per GQ ed hanno deciso di raccontarsi mantenendo un certo riferimento al personaggio interpretato nel film.
Da un lato Laura si definisce una monogama impegnata, dall’altro Valeria dice di essere fidanzata e sicura di non essere mai stata tradita.
La pellicola arriverà al cinema il 25 febbraio 2011 e solo allora potremo finalmente vedere che cosa ci riserva questo nuovo capitolo firmato da Veronesi.
Alessandra Battistini
Pausa per Riccardo Scamarcio e Valeria Golino, che hanno appena finito di girare “L’uomo nero” di Sergio Rubini, nei panni di due fratelli. La coppia è sempre più unita ed innamorata, entrambi estremamente soddisfatti di questa esperienza lavorativa vissuta insieme, che, di certo, non capita tutti i giorni, da loro, infatti, accolta come un vero e proprio regalo dal momento che sono sempre divisi sui set. Questa, infatti, è la seconda volta che lavorano fianco a fianco in un film. Ormai da più di 4 anni, la relazione tra i due bei volti del cinema prosegue indisturbata e tanti gli aspetti positivi dei due.
Riccardo Scamarcio, pronto a qualsiasi evenienza, risponde così riguardo alla domanda che riguarda un eventuale matrimonio: «Io credo nel matrimonio. E penso che la fede sia fondamentale per fare qualsiasi cosa, per amare, per girare un film, per immaginare Dio. Se io e Valeria dovessimo sposarci non lo diremmo. Ce lo diremmo tra noi: io lo dico a Vale e lei a me. Non e’ ancora successo». Un matrimonio segreto, quindi, si prospetta nel futuro di Scamarcio.
Uscirà il 20 Novembre nelle sale cinematografiche il film drammatico “La prima linea” di Renato De Maria, con Giovanna Mezzogiorno, Riccardo Scamarcio e Fabrizio Rongione. De Maria affronta un periodo tragico e doloroso della storia d’Italia attraverso le vicende di un uomo che, inseguendo un sogno al di fuori di ogni tempo e luogo, perderà ogni innocenza, e della sua dolorosa strada verso la consapevolezza.
Ed è polemica accesa quando in Italia si deve, per cause ignote, forse di causa maggiore, isolare un pezzo della storia del nostro Paese. La prima linea è una pellicola che racconta, con sguardo attento ed onesto, le vicende dei palazzi di casa nostra. Un Ministro di grande lungimiranza, il quale ritiene che sovvenzionare un film sul terrorismo possa in qualche modo essere un affronto alle famiglie delle vittime, l’autore del libro a cui il film è liberamente ispirato non si sente rappresentato dalla pellicola.
Il film è liberamente ispirato al libro “Miccia corta” di Sergio Segio, al centro di discussioni e polemiche.
Ma Renato De Maria, onesto tanto nella sua pellicola quanto davanti a un agglomerato di microfoni, non nasconde il suo rammarico in merito alla vicenda e alla quesione che se ne sta facendo su di lui e sul suo film, una questione esagerata e a dir poco sgradevole: «Avrei voluto girare questo film in un altro clima, perché quello che è successo è durante le riprese è molto grave; è vero, mi è stata lasciata la possibilità di portare a termine il lavoro, ma avrei preferito farlo in un paese dove al posto di tante e inutili polemiche avesse prevalso la dialettica.
A gettare nello sconforto ci pensa anche Sergio Segio: «Per parte mia ho ricavato il giudizio che il film, assai liberamente ispirato a questo libro, ne tradisce una caratteristica fondamentale: quella che riassume l’albero genealogico, i riferimenti ideologici, culturali, le famiglie di provenienza, le motivazioni, le aspirazioni, per quanto infine pervertite dalle pratiche. Con il rischio che si tratteggi un ‘Romanzo criminale’, anziche’ fornire necessari elementi di lettura, comprensione e contestualizzazione su quello che e’ stato, comunque, un fenomeno dalla radice politica e sociale».
Riccardo Scamarcio (Trani, 1979) si trasferisce a Roma a soli 16 anni, dopo l’ennesima ira dei genitori per la sua mala condotta liceale, su consiglio di un amico, comincia a seguire dei corsi di recitazione del Centro Sperimentale, dove studia con Mirella Bordoni, Mino Bellei, Marco Baliani e soprattutto Nicolai Karpov.
Dopo aver fatto la gavetta in teatro, esordisce nella famosa serie tv di Rai Due, Compagni di Scuola (2001), proseguendo, poi, con Ama il tuo nemico 2, il film tv diretto da Damiano Damiani. A imprimergli quella notorietà che oggi l’accompagna fortunatamente nel mondo del cinema è la pellicola di Marco Tullio Giordana con il film La meglio gioventù.
Dopo aver interpretato Ora o mai più (2003) di Lucio Pellegrini, viene scelto da Luca Lucini per il ruolo che lo consacrerà ad attore di culto degli adolescenti: il diciannovenne teppista Step del blockbuster romantico Tre metri sopra il cielo (2004), accanto a Katy Louise Saunders. Il ruolo, che gli si addice a pennello, consente a Riccardo di ottenere la giusta notorietà, quel successo tanto sperato, tanto atteso. Seducente e violento, tenero ad affrontare il primo amore con Babi, un fiume in piena perennemente in contrasto con la società, con la famiglia e tormentato dal suo passato tanto vissuto, riscuote uno straordinario sul grande schermo, fino a far diventare il film stesso un best-seller, un vero e proprio cult per i più giovani. Oltre agli applausi del pubblico, per l’occasione, Scamarcio viene insignito del premio il Globo d’Oro come miglior attore esordiente.
Altri importanti passi fatti da Riccardo sono quelli fatti sul set de L’odore del sangue (2004) di Mario Martone e poi su quello de L’uomo perfetto (2005). Entra, poi, a far parte del cast di Texas (2005) di Fausto Paravidino, importante film per Riccardo: su questo set Scamarcio si innamora dell’attrice Valeria Golino (di 14 anni più grande di lui), aggiudicandosi, nel frattempo, una nomination ai Nastri d’Argento come miglior attore non protagonista.
Sguardo fulminante, occhi 100% espressivi e volto da duro, rientra nel ruolo di Nero in Romanzo Criminale (2005) per la regia di Michele Placido, riproponendo, l’anno successivo, il suo talento in tv al fianco di Martina Stella in La freccia nera (2006). Protagonista con Monica Bellucci di una delle scene più erotiche di Manuale d’amore 2 – Capitoli successivi (2007) di Giovanni Veronesi, interpreterà poi Mio fratello è figlio unico (2007) di Daniele Luchetti (tratto dal romanzo “Il fasciocomunista” di Antonio Pennacchi), dove interpreta il ruolo di Manrico, un ragazzo vincente e interessato alla politica più per posa che per convinzione, opposto al fratello perdente interpretato da Elio Germano. Testimonial di successo dei gioielli e orologi Breil, riprende i panni di Step nel sequel Ho voglia di te (2007), diretto da Luis Prieto. Sempre nel 2007 lavora a Go go tales nel ruolo di Doctor Steven.
Nel 2009 il grande successo firmato Scamarcio continua a gonfie vele con Prova a volare nel ruolo di Alessandro, Colpo d’occhio nel ruolo di Adrian, Italians, Verso l’Eden nel ruolo di Elias, Il grande sogno nel ruolo di Nicola e La prima linea nel ruolo di Sergio.