Ha sempre raccontato di essere sempre stato attratto dal teatro sin da piccolo, ma il suo vero amore per il cinema è nato grazie ad un importante regista e attore italiano.
L’attore statunitense Edward Norton ha preso parte al Giffoni Film Festival ed ha rivelato la sua forte emozione nel trovarsi a stretto contatto con un pubblico più giovane: “Un festival votato a insegnare cinema ai ragazzi è importantissimo. Io amo parlare con loro per capire come vedono il mondo”.
Ricordando le sue passioni in tenera età, Norton ha poi rivelato la sua passione per De Sica: “Quando ero piccolo sono stato fortunato perché ho visto ‘Ladri di biciclette’, da cui è nato il mio amore per il cinema”.
Ma a stregare il 42enne attore, giunto al Giffoni Film Festival per ricevere il Premio Truffaut, è stato anche il maestro Federico Fellini: “Io sono stato un ragazzo fortunato: i miei genitori mi hanno indirizzato verso il cinema d’autore. Ho apprezzato molti registi italiani proprio come De Sica e Fellini”.
Alessandra Battistini
Dopo più di settant’anni di carriera, il famoso regista Mario Monicelli si ritira dai set. All’età di 95 anni il grande maestro dell’amara risata italiana decide di spegnere la cinepresa e di dedicarsi alla sua vita privata, fatta di famiglia e affetti.
Mario Monicelli è uno dei grandi maestri della camera da presa anche se, a suo parere, lui è un semplice artigiano. Modesto e bravo allo stesso tempo, che con il suo lavoro ha creat0 delle vere e proprie opere d’arte nel mondo della pellicola, Monicelli è collocabile tra i grandi volti della commedia all’italiana, con film indimenticabili come La Grande Guerra, I soliti ignoti, I ragazzi della via Paal. E queste sono solo alcune delle impronte lasciate dal grande regista toscano.
E così parla Mario Monicelli senza rimpianti: «Ormai basta con il cinema, non ho più niente in cantiere, ora voglio solo riposarmi. Ci sono stati due o tre film che avrei voluto fare ma se non sono andati in porto si vede che non era destino e nè tempo di farli».
Il successo non ha limiti quando a scendere in campo è un grande nome come quello di Giuseppe Tornatore, regista del grande schermo.
Nasce in Sicilia il 27 marzo 1956 e, sin dalla prima giovinezza, si dedica con passione all’attività di attore e regista, da una parte impratichendosi con la cinepresa filmando matrimoni, dall’altra mettendo in scena opere teatrali di grandi maestri come Pirandello e De Filippo. In un secondo momento, la sua attenzione si sposta verso la cinematografia. I suoi primi lavori, appartenenti al genere del documentario, ottengono già importanti riconoscimenti dalla critica e dal pubblico, tanto che sarà chiamato in RAI per la gestione di alcuni programmi.
Nel 1984 esordisce sul grande schermo grazie, oltre che alla bravura, anche alla collaborazione con Giuseppe Ferrara, insieme al quale realizza la pellicola de I Cento Giorni a Palermo. La strada del successo cinematografico, come per tutti i grandi registi, è lunga e tortuosa, ma Giuseppe non ha voglia di aspettare: nel 1986 esordisce con Il Camorrista, grande divulgazione sulla società malavitosa napoletana. Per l’occasione, Tornatore si aggiudica il Nastro d’Argento come miglior regista esordiente, nonché conferma dei consensi strappati gli anni precedenti dalla critica e dal pubblico, primo giudice di gara.
E’ il 1988 quando Giuseppe Tornatore diviene un nome importante, destinato a rimanere tra le grandi pagine della storia del cinema; il suo successo porta il nome di Nuovo Cienema Paradiso, frutto della collaborazione con il produttore Franco Cristalli. Inizialmente ignorato dal pubblico e arginato dalle difficoltà distributive persistenti di quegli anni in Italia, la pellicola si rilevò un grosso successo a Cannes e, l’anno successivo, non conosce ostacoli in termini di successo, fino ad aggiudicarsi l’Oscar come Miglior Film Straniero. Dopodiché, la pellicola viene distribuita e ottiene il giusto successo, non tanto per la vicenda in sé quanto, piuttosto, per le emozioni in grado di suscitare al grande pubblico. L’effetto sul grande pubblico vince qualsiasi scommessa per Tornatore.
Nel 1990 approda nelle sale cinematografiche Stanno tutti bene, storia di un padre siciliano che, partito alla ricerca dei suoi figli, gira e rigira tutto lo stivale. Riaffiora, in questa trama lo sguardo malinconico del regista, attraverso quello che è l’uomo della vecchia generazione , in una società disgregata e alienante.
Il 1994 arriva per il Tornatore poetico: in quest’anno, infatti, presenta a Cannes Una pura formalità, avente per protagonisti Gérard Depardieu, nel ruolo, quasi dantesco, del confuso e spaesato Onoff, precipitato in una vera e propria “selva oscura” e Roman Polanski, nel ruolo del Commissario di Polizia.
Appartenenti al 1995 sono: Lo schermo a tre punte, un documentario sulla Sicilia, e L’uomo delle stelle, storia di un talent scout disonesto e ciarlatano con il quale si aggiudicherà il David e un Nastro d’Argento.Nel 1998 vedrà la luce la trasposizione cinematografica dell’opera di Alessandro Baricco Novecento, La leggenda del pianista sull’oceano, con il quale ha ricevuto un David, un Ciak d’oro e ben due Nastri d’Argento. Nel 2000 è Malèna, avente per protagonista l’affascinante Monica Bellucci. Nel 2006 vede la luce La sconosciuta, che ancora una volta ottiene un grande successo di critica aggiudicandosi tre David.
Nel 2009 arriva Baaria, dedicato alla sua città natale, Bagheria, nonché un encomio alla sua bella e calda Sicilia.