Cresce l’attesa per l’arrivo di Sam Worthington, il protagonista del celebre film in 3D, Avatar, al Giffoni Film Festival. L’attore australiano arriverà a Giffoni Valle Piana, a 20 Km da Salerno, il 28 Luglio, tra due giorni: ad aspettarlo ci sarà una fila immensa di fan che l’attendono con ansia.
La notizia è stata riportata dal tabloid americano National Enquirer, che parla del bel Sam Worthington come un vagabondo abbandonato a se stesso piuttosto che come una star di Hollywood che tanto appassiona il pubblico in sala. Eppure stiamo parlando della stessa persona, è lo stesso Sam protagonista di Avatar, ma è anche la stessa persona che ordina, a cena e a pranzo, solo piatti economici, lo stesso che non ama andare in giro vestito come un Dio. Il fattor comune a tante star di Hollywood, l’apparire perfetti e vanitosi ad ogni costo, non fa parte di Sam Worthington, lui ama le cose semplici e poco appariscenti.
Domani, intanto, per ingannare l’attesa, verrà trasmessa la pellicola di Avatar al Giffoni Film Festival, tre volte vincitrice del premio Oscar.
Recentemente, l’attore ha preferito fare esperienza nel cinema fantasy fondando, così, una casa di produzione, la Full Clip Productions, con l’intento di sviluppare sceneggiature di fumetti, graphic e comics da portare nelle sale cinematografiche. Tra i suoi progetti futuri, senza ombra di dubbio, c’è il sequel di Avatar.
Francesca Brigida
Mario Monicelli, il regista che ha appena compiuto 95 anni, si schiera contro i tagli e a favore della cultura e del cinema. Apre i battenti ad una esortazione e, così, consiglia ai giovani di non mollare e di combattere contro i tagli. Ecco le sue parole: «Spingere con la forza e non tacere, usare la vostra forza giovanile per sovvertire. Fatelo voi che siete giovani. Io non ho più l’età». La sua esortazione è stata particolarmente apprezzata dal pubblico dell’istituto in sale dove si è svolta la protezione de “La nuova armata Brancaleone”.
Il film vuole essere nient’altro che una provocazione ai tagli sulla cultura, una esortazione, a loro volta, a rispettare l’arte cinematografica come la cultura in genere, perché con gli attuali tagli alla cultura non sarà più possibile proseguire sulla scia del cinema dei bei tempi, quelli di Monicelli, De Sica, Verdone e tanti altri.
Nel corso dell’incontro Mario Monicelli ha ribadito il fatto che la storia d’Italia è conosciuta solo per la cultura non per grandi generali o illustri personaggi, ma solo per una forte collocazione culturale.
Si è tenuta oggi la premiazione dei dieci film vincitori dei Nastri d’Argento 2010 dedicate ai documentari italiani usciti nelle sale cinematografiche dal primo Giugno 2009 al 15 Maggio 2010. Le pellicole sono state votate da una giuria del Sngci.
Ad essere premiato come miglior documentario è stato il film La Bocca di Lupo di Pietro Marcello, assente alla premiazione, che si è tenuta a Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, per l’improvvisa morte del padre. Il documentario di Pietro Marcello ha, così, superato il chiacchierato documentario di Sabina Guzzanti dal titolo L’Aquila, l’Italia che trema, rientrato tra i favoriti della giuria.
A ritirare il premio al posto di Pietro Marcello è stato Nicola Giuliano, il produttore del film che ha detto: «Piena solidarietà da ex allievo, ora docente, al Centro sperimentale. Nonostante tutte le nostre battaglie, mi sembra che stiamo perdendo la guerra, l’investimento pubblico sulla cultura è a rischio. E’ una necessità riportare film e documentari italiani a passare in televisione, che di fatto non li trasmette più. Forse avevamo un paese migliore quando avevamo un tv migliore».
Il 18 Giugno è alle porte. Mancano pochi giorni all’apertura del parco di Harry Potter. Alla Universal Orlando Resort in Florida, apre ufficialmente al grande pubblico una nuova attrazione, la futura rivale di Disneyland. Il suo nome è The Wizarding World of Harry Potter, parco a tema sul mondo del maghetto ad opera di J.K. Rowling.
Stando alle ultime notizie, la scrittrice non avrebbe ancora visitato questo luogo ma è stata molto disponibile per dare tutti i consigli fino ai minimi dettagli, come, del resto, hanno fatto coloro che hanno realizzato il film, tra cui lo scenografo Stuart Craing e l’art director Alan Gilmore, che hanno lavorato circa tre anni a questo progetto.
Il parco ospita villaggi e castelli ricostruiti fedelmente, tre grandi giochi chiamati Harry Potter and the forbidden Journey, Dragon Challenge e Flying Hippogriff, di circa 80.000 metri quadri attraversatoidall’Hogwarts Express affollano il parco del maghetto.
Oltre al divertimento e all’atmosfera fedelmente riprodotta del mondo di Harry Potter, gli organizzatori non hanno affatto trascurato la parte commerciale della nuova attrazione americana. All’interno del parco tanti sono i punti shop e quelli di ristoro, tutti in pieno rispetto dello stile maghetto, come ad esempio il Pub delle tre scope volanti, dove poter gustare la squisita Butterbeer fatta con una segretissima ricetta.
In questo immenso parco la magia accompagna i visitatori in ogni angolo, persino nella toilette: pare che si possa sentire l’insistente lamento del fantasma di Mirtilla Malcontenta, che si aggira nel bagno delle donne.
A contendersi il Nastro D’Argento, premio giornalistico cinematografico, sono Daniele Luchetti, Ferzan Ozpetek e Paolo Virzì. Non a caso, infatti, sono proprio i seguenti film ad essere candidati ai nastri : La nostra vita, Mine Vaganti e La prima cosa bella.
I film vincitori verranno premiati, come sempre, al Teatro Antico di Taormina nella sera del 19 Giugno, il giorno che segue la chiusura di Taormina Film Fest; per l’occasione, la ripresa televisiva sarà affidata alla conduzione di Alessandra Martines, in onda su Rai Uno.
Sono stati oltre trenta i film presenti nelle candidature per questo 2010 cinematografico, scelti su un’ottantina di titoli usciti a partire dalla fine di maggio 2009 e fino al 28 Maggio 2010.
Particolare attenzione viene data al grande cinema e al cinema indipendente: Baaria, la splendida pellicola di Tornatore, ha ricevuto il Nastro dell’Anno, e il Nastro speciale da Cannes è andato a Le Quattro ruote.
Restate aggiornati con noi sulle news di Cannes.
Si chiama Armandino e il Madre il primo film girato dall’attrice Valeria Golino, ambientato nella bella terra napoletana, non, però, quella cupa e misteriosa che faceva da sfondo nel film L’alchimia del gusto di Tagliavini o in quella kitsch nella pellicola di Pappi Cosicato dal titolo Questione di Gusti. La storia proposta sul grande schermo da Valeria Golino è ambientata nei vicoli caratteristici della città di Napoli, soffermandosi, in particolare, nello storico Palazzo Donnaregina sede del Madre Museo d’Arte Contemporanea.
La pellicola della Golino mette in scena la storia di Sara e Roberto. Lei è una restauratrice francese e lui, invece, un giovane rom perdutatemente innamorato di lei e determinato a conquistare la ragazza. Anche se tra di loro sorgono una marea di incomprensioni non manca il sentimento e la passione che travolge entrambi.
Il piccolo Armandino, fratello di Roberto, si propone come scaltro intermediario a fronte di una rimpensa da parte del fratello.
Una pellicola davvero da non perdere, di esordio per la Golino alle prese, per la prima volta, con la macchina da presa, prossimamente nelle sale cinematografiche.
Ritorna l’iniziativa europea per incentivare la cultura, ritorna “La notte dei musei” alla quale aderisce il Ministero dei Beni e le Attività culturali. Gli enti culturali, come pinacoteche, sale cinematografiche, musei, saloni d’arte, castelli e aree archeologiche.
Ecco un breve elenco dei siti culturali che aderiscono all’iniziativa di proporzioni europee: l castello di Piccolomini a Celano (AQ); il Museo Nazionale D’Arte Medievale a Matera, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, la Pinacoteca Nazionale di Ferrara, il Castello Miramare di Trieste, Palazzo Farnese a Caprarola (VT), Palazzo Reale a Genova, Museo Archeologico di Sirmione (BS), la Rocca Roveresca a Senigallia (AN), Area Archeologica di Sepino (CB), la Galleria Sabauda a Torino, Castello Svevo a Bari, il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, la Galleria degli Uffizi a Firenze, il Teatro Romano a Spoleto (PG), il Museo Nazionale di Villa Pisani a Stra.
E la cultura si radica, ovviamente, anche nella capitale: Galleria di arte moderna al Palazzaccio, l’Ara Pacis ai musei capitolini, i Mercati di Traiano, la galleria Alberto Sordi, la Galleria di arte moderna (Gnam) e le Case’ del jazz e dell’Architettura.
Anche il Comune di Milano aderisce all’iniziativa con i Musei del Castello, Palazzo Morando, la Galleria d’arte moderna, il Museo del Risorgimento, l’Acquario civico, il Museo Archeologico, il Castello Sforzesco che, per l’occasione, rimarrà aperto fino alle 22:30.
Dopo più di settant’anni di carriera, il famoso regista Mario Monicelli si ritira dai set. All’età di 95 anni il grande maestro dell’amara risata italiana decide di spegnere la cinepresa e di dedicarsi alla sua vita privata, fatta di famiglia e affetti.
Mario Monicelli è uno dei grandi maestri della camera da presa anche se, a suo parere, lui è un semplice artigiano. Modesto e bravo allo stesso tempo, che con il suo lavoro ha creat0 delle vere e proprie opere d’arte nel mondo della pellicola, Monicelli è collocabile tra i grandi volti della commedia all’italiana, con film indimenticabili come La Grande Guerra, I soliti ignoti, I ragazzi della via Paal. E queste sono solo alcune delle impronte lasciate dal grande regista toscano.
E così parla Mario Monicelli senza rimpianti: «Ormai basta con il cinema, non ho più niente in cantiere, ora voglio solo riposarmi. Ci sono stati due o tre film che avrei voluto fare ma se non sono andati in porto si vede che non era destino e nè tempo di farli».
Carlo Verdone lamenta contro la politica italiana, in particolare contro il Ministro Renato Brunetta, poiché è stato poco educato quando ha dipinto i registi come degli sfaticati e dei parassiti. E, con queste parole, Carlo Verdone spiega il suo malcontento durante la puntata di Effetto domino, nella quale è stato ospite, riguardo alle affermazioni di Brunetta: «Ammetto che ci sia stata un’aberrazione nel concedere finanziamenti a film veramente assurdi, ma il ministro Brunetta non è stato molto educato quando ci ha dipinto come degli sfaticati e dei parassiti. Si sarebbe dovuto arrabbiare con Paolo Sorrentino per il suo primo film L’uomo in più e con Matteo Garrone per L’imbalsamatore che hanno fatto incassi molto bassi. Adesso, però, sono la punta di diamante della nostra cinematografia».
E dalle parole di Brunetta, Verdone fa una giusta riflessione sul disinteressamento dei politici nei confronti del cinema sottolineando il fatto che gli stessi hanno occhi di riguardo solo per la televisione perché così conviene meglio:«Lui vede comunisti dappertutto ma non è così. La verità è che la politica si è sempre interessata molto di più alla tivù che al cinema, perché la tivù dà un ritorno di visibilità e il cinema no. La medicina per guarire il cinema italiano? Ci vuole un medico premuroso che voglia bene al paziente e che si prenda cura del caso. Berlusconi è un ottimo medico per la tivù, per il cinema no, penso che non gliene importi niente. Per i finanziamenti i film dovrebbero essere valutati da commissioni super partes, severe, composte da persone di grande cultura e sensibilità. Alle nuove commissioni dovrebbe essere affidato l’importante compito di individuare coloro che domani daranno lustro al nostro cinema».
E le sue ultime parole vengono spese sulla situazione culturale italiana: «La cultura è malata perché esiste un grande equivoco: si sta confondendo la cultura con l’intrattenimento e quindi è molto complicato per le nuove generazioni capire cos’è veramente valido e cosa effimero. Bisognerebbe pensare per il futuro a insegnare la storia del cinema alle superiori. La storia d’Italia la si può studiare anche attraverso film importantissimi, da Blasetti a Rossellini».
Il più importante Festival del cinema indipendente mondiale, il Tribeca Festival di New York, ideato e diretto da Robert De Niro, ha menzionato “Mine Vaganti” l’emozionante film di Ferzan Ozpetek. E’ stata questa la motivazione della menzione: «Per averci fatto piangere e ridere e venire un’immediata voglia di acquistare un viaggio per il Sud d’Italia, ci congratuliamo con il regista Ferzan Ozpetek, il suo talentuoso cast e tutti i collaboratori».
Soddisfatta l’Apulia Film Commission per il riconoscimento non soltanto perché nella motivazione della giuria vengono elogiate le ricchezze del territorio pugliese e le sue note potenzialità turistiche, ma anche perché ciò dimostra il sostegno della Fondazione nei suoi progetti, seguiti e sostenuti dalla stessa fondazione. A breve, Mine Vaganti sarà acquistato da una casa di distribuzione cinematografica americana e, nell’arco di poco tempo, sarà proiettato negli States. Una notizia non casuale, a dire il vero, ma tutto merito della menzione ottenuta al Tribeca Festival di New York.
La splendida commedia di Ozpteck, scritta dal regista con Ivan Cotroneo e prodotto dalla Fandango di Domenico Procacci in collaborazione con Rai Cinema e con l’apporto della Apulia Film Commission, è particolarmente attenta ai Cantone, una strana famiglia composta da numerosi membri, stravagante o, per meglio dire, un vero e proprio catalogo di mine vaganti. Gli attori del film, ricordiamo, sono Riccardo Scamarcio, nei panni di Tommaso, Lunetta Savino, che interpreta mamma Stefania, Ennio Fantastichini che ricopre il ruolo di papà Vincenzo, Elena Sofia Ricci è zia Luciana, Ilaria Occhini, nei panni della nonna, Bianca Nappi che interpreta la sorella Elena e Nicole Grimaudo nel ruolo di Alba, amica d’infanzia di Elena.