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Paolo Villaggio shock:

Paolo Villaggio shock: “Mi suicido, so già la data della mia morte”

Posted on 07 dic 2010 at 6:44pm

“Sto pensando seriamente al suicidio e so già la data della mia morte”.
Queste le parole con cui l’attore, scrittore e regista italiano tra i più famosi ha sorpreso tutti, creando non poche preoccupazioni tra le gente, fan compresi.
Paolo Villaggio sarebbe arrivato a questa conclusione in seguito all’incontro con una maga russa: “Ha fatto lo stesso con una decina di miei amici, ha detto loro la data della loro morte con vent’anni di anticipo”.
Villaggio, che é considerato uno dei comici più importanti d’Italia colpisce con queste parole, soprattutto dopo il suicidio compiuto da parte del grande Mario Monicelli.

Indimenticabile nel ruolo di Giandomenico Fracchia e insuperabile nell’interpretare lo sfortunatissimo ragionier Ugo Fantozzi, Villaggio é diventato vero e proprio personaggio popolare, prendendo parte anche a ruoli impegnati per il cinema, lavorando con anche con Federico Fellini, Lina Wertmuller e Ermanno Olmi.
Di recente Villaggio é diventato protagonista di una lite con il ministro Gianfranco Rotondi dopo aver parlato con parole non troppo leggere di Papa Ratzinger.
Villaggio aveva così dichiarato: “Questo Papa che parla molte lingue, soprattutto il tedesco, senza dubbio se comparisse sul balcone di piazza San Pietro con la sua voce ma vestito come Himmler farebbe svenire di paura molti ebrei”.
A zittirlo é intervenuto Rotondi che ha ribattuto: “Questa é una provocazione inaccettabile. C’è un limite all’ironia. Lei non ha il diritto di mancare di rispetto nei confronti del pontefice e degli ebrei che sono morti davvero”.

Alessandra Battistini

E’ morto Mario Monicelli, l’ultimo grande regista della commedia all’italiana

E’ morto Mario Monicelli, l’ultimo grande regista della commedia all’italiana

Posted on 30 nov 2010 at 7:45am

Un lungo elenco di capolavori, un grande patrimonio culturale ed artistico è quello che lascia Mario Monicelli, uno dei grandi maestri del cinema italiano, morto ieri sera a Roma. Il regista novantacinquenne  era ricoverato presso l’ospedale “San Giovanni” di Roma a causa di un tumore alla prostata che lo stava consumando; intorno alle ore 21, dopo la terapia, ha deciso di porre fine alla sua vita lanciandosi dalla finestra della sua stanza nel reparto di urologia al quinto piano. Immediato è stato il cordoglio dei colleghi e degli estimatori, commossi e colpiti dal gesto del cineasta che a sua volta aveva vissuto il suicidio di suo padre nel 1946.

Classe 1915, Mario Monicelli aveva iniziato la sua attività di regista sin dal 1935, ma fu negli anni cinquanta che  realizzo le sue prime celebri opere e diede vita a importanti collaborazioni con grandi artisti; tra i suoi film più celebri ricordiamo “Guardie e Ladri” con Totò, “La Grande Guerra” con Alberto Sordi e Vittorio Gassman con cui vinse il Leone d’Oro  di Venezia, “L’Armata Brancaleone” con cui ottenne un gigantesco successo popolare segnando un’intera generazione, passando per “Il Marchese Del Grillo” e “Un Borghese piccolo piccolo” resi celebri dalle memorabili interpretazioni di Alberto Sordi, fino al 2006 quando all’età di 91 anni aveva deciso di ritirarsi dall’attività di regista dopo un ultimo film, il poetico “Le Rose del Deserto” nel quale aveva recitato Michele Placido.

Nonostante per tutta la sua lunga e proficua carriera abbia raccontato mille storie dell’Italia e degli italiani, Mario Monicelli era un uomo di poche parole e senza dire nulla, senza lasciare alcun messaggio di addio a parenti o amici ha deciso di andarsene facendo si che sia il patrimonio della sua straordinaria arte a parlare per lui.

Mario Monicelli invita i giovani a combattere i tagli

Mario Monicelli invita i giovani a combattere i tagli

Posted on 03 giu 2010 at 5:44pm

Mario Monicelli, il regista che ha appena compiuto 95 anni, si schiera contro i tagli e a favore della cultura e del cinema. Apre i battenti ad una esortazione e, così, consiglia ai giovani di non mollare e di combattere contro i tagli. Ecco le sue parole: «Spingere con la forza e non tacere, usare la vostra forza giovanile per sovvertire. Fatelo voi che siete giovani. Io non ho più l’età».  La sua esortazione è stata particolarmente apprezzata dal pubblico dell’istituto in sale dove si è svolta la protezione de “La nuova armata Brancaleone”.

Il film vuole essere nient’altro che una provocazione ai tagli sulla cultura, una esortazione, a loro volta, a rispettare l’arte cinematografica come la cultura in genere, perché con gli attuali tagli alla cultura non sarà più possibile proseguire sulla scia del cinema dei bei tempi, quelli di Monicelli, De Sica, Verdone e tanti altri.

Nel corso dell’incontro Mario Monicelli ha ribadito il fatto che la storia d’Italia è conosciuta solo per la cultura non per grandi generali o illustri personaggi, ma solo per una forte collocazione culturale.

Mario Monicelli abbandona il cinema

Mario Monicelli abbandona il cinema

Posted on 15 mag 2010 at 6:55pm

Dopo più di settant’anni di carriera, il famoso regista Mario Monicelli si ritira dai set. All’età di 95 anni il grande maestro dell’amara risata italiana decide di spegnere la cinepresa e di dedicarsi alla sua vita privata, fatta di famiglia e affetti.

Mario Monicelli è uno dei grandi maestri della camera da presa anche se, a suo parere, lui è un semplice artigiano. Modesto e bravo allo stesso tempo, che con il suo lavoro ha creat0 delle vere e proprie opere d’arte nel mondo della pellicola, Monicelli è collocabile tra i grandi volti della commedia all’italiana, con film indimenticabili come La Grande Guerra, I soliti ignoti, I ragazzi della via Paal. E queste sono solo alcune delle impronte lasciate dal grande regista toscano.

E così parla Mario Monicelli senza rimpianti: «Ormai basta con il cinema, non ho più niente in cantiere, ora voglio solo riposarmi. Ci sono stati due o tre film che avrei voluto fare ma se non sono andati in porto si vede che non era destino e nè tempo di farli».

Banfi parla della commedia italiana

Banfi parla della commedia italiana

Posted on 28 nov 2009 at 7:33pm

Direttamente da Montecarlo, dove si sta svolgendo il Film Festival della commedia, Lino Banfi, appena uscito dal successone tv del “Medico in Famiglia” giunto alla sesta edizione, parla in merito alla nostra classica commedia all’italiana: “La commedia italiana sembra ferita ma in realtà non lo é”.

“Io faccio pochi film ma credo che la nostra commedia abbia bisogno solo di qualcuno che la fasci da alcune piccole ferite. La commedia c’e’ e ci sono anche dei bravi attori che la sanno fare”.
Proprio durante il Festival, Banfi è stato anche premiato alla carriera: “Essere premiato alla carriera, significa che si sta diventando un po’ vecchi”.

Il Film Festival della commedia di Montecarlo è gestito dalla supervisione artistica di Mario Monicelli che Banfi conosce molto bene.
“Tutte le volte che ci vediamo mi fa un complimento bellissimo. Mi dice che io sono come Alberto Sordi: non recito, sono Banfi nella vita come sullo schermo e questo e’ importante”.
A Montecarlo l’attore incontrerà anche Christian De Sica e Massimo Ghini, rispettivamente presidente e membro della giuria del Festival, oltre a Neri Parenti che domani riceverà un premio alla carriera.
“Li adoro tutti sono amici miei. Ho lavorato con tutti e mi auguro che ciò accada in futuro”.