Attore e regista di successo, una fortuna che non capita a tutti, soprattutto perché qui si parla di talento vero e non solo di una straordinaria fortuna. Clint Eastwood é un re del cinema internazionale e festeggia i suoi 80 anni in grande stile. Dai famosi spaghetti western di Sergio Leone, Clint ha fatto davvero molta strada ed ha segnato il successo di oltre 40 anni di cinema.
Ha anche vinto ben 4 Oscar nel ruolo di produttore e regista grazie ai film “Gli spietati” nel 1995 e per il dramma “Million dollar baby” nel 2005.
Gli ultimi grandi film che ha firmato sono stati il dramma psicologico “Changeling”, nel quale Angelina Jolie interpretava una madre disperata in cerca di suo figlio, poi “Gran Torino”, dove recitava anche come protagonista per arrivare al recente “Invictus”, film che racconta il tentativo di Mandela di riunificare la nazione una volta uscito di prigione.
Al momento il regista e attore sta girando la sua pellicola numero 31, un thriller intitolato “Hereafter” con Matt Damon e Bryce Dallas Howard pronti a raccontare la storia di una giornalista televisiva francese sopravvissuta allo tsunami asiatico del 2004. Nel prossimo futuro arriverà poi un nuovo progetto con Leonardo di Caprio.
Alessandra Battistini
Abbiamo parlato di lui qualche giorno fa, ricordando che Clint Eastwood ha espresso il desiderio di dedicarsi solo ad una carriera da regista, abbandonando quella di attore per colpa della sua età.
Il suo nuovo capolavoro arriva nelle sale italiane e si chiama “Invictus”, un film che prende ispirazione dal romanzo di John Carlin “Ama il tuo nemico”, con l’adattamento di Anthony Peckam.
Nel film si parlerà di Nelson Mandela, interpretato da un perfetto Morgan Freeman, nel giorno della sua liberazione avvenuta nel 1994, dopo aver trascorso 23 anni in prigione per fini politici. In quel momento con un suffragio universale, viene eletto Presidente del Sud Africa.
Lo stesso attore ha voluto parlare di Mandela che ha conosciuto 15 anni fa: “Madiba è un’icona. Rappresenta quanto di meglio c’è nell’uomo. La prima volta che l’ho incontrato, ero molto intimidito. Non ho mai incontrato il Papa, ma non credo che mi farebbe la stessa impressione. Lui è generoso, spiritoso, cerca di metterti a tuo agio. Ma tu lo guardi, pensi alla vita che ha fatto, e ti dici: Dio mio, sto parlando con Nelson Mandela!”
I problemi primari di quel tempo, che vengono analizzati nel film, erano legati all’Apertheid (politica di segregazione razziale istituita dal governo di etnia bianca proprio nel Sudafrica) e Mandela deciderà di usare lo sport, in modo particolare il rugby (sport dei bianchi) per riuscire ad unire tutti.
Arriva poi la Coppa del Mondo del 1995 in Sud Africa e gli “Springboks” riescono a conquistare numerose vittorie fino a quando si scontrano alla finale con gli “All Blacks”: a quel punto tutti gli africani si troveranno ad essere uniti per una passione comune che porterà la squadra di mister Francois Pienaar (Matt Damon) ad aggiudicarsi la Coppa del Mondo. Il film nel primo week end ha guadagnato oltre 9 milioni di dollari.
Alessandra Battistini