Quest’anno pare che a trionfare siano stati le storie importanti e la poesia, ovviamente nell’ambito cinematografico, ed il pubblico non ha voluto mancare all’appuntamento, dimostrandosi attivo e sempre presente nelle sale per le numerose proposte e anteprime.
Termina il Torino Film Festival e la critica è stata assolutamente positiva, sono state accettate e supportate le scelte, la ricerca e l’innovazione.
“La bocca del lupo”, film di Pietro Marcello è stato proclamato il migliore, non solo per i contenuti trattati, ma per l’innovazione proposta. Precisiamo che non si tratta di un documentario, è un altro tipo di cinema che abbiamo potuto conoscere grazie a Gianni Amelio. Un film poetico che contrappone immagini d’archivio a immagini girate oggi a Genova, tra Storia pubblica e Storia privata.
Il miglior attore non è stato solo uno, ma grazie ad un ex-aequo sono stati premiati Robert Duvall (da Oscar!) e Bill Murray. Catalina Saavedra, con il suo toccante ruolo di una cameriera che dopo 23 anni di servizio non accetta di venir messa da parte dalla famiglia per cui lavora, ha vinto il premio come miglior attrice. Il Festival si è concluso oggi con la maxi proiezioni di tutti i film che hanno vinto, ma Amelio ha detto di essere già al lavoro per la prossima edizione.
“Il prossimo sarà meglio del festival di quest’anno, ora conosco un po’ meglio la macchina di questo festival straordinario di cinema indipendente”, ha spiegato.
E il prossimo sarà un festival dedicato al mondo femminile, lo assicura lo stesso direttore.
Francis Ford Coppola non ci sta, e secondo il famoso regista il cinema del futuro non sarà mai improntato sul 3D. Per il 70enne americano il 3D è solo uno strumento che ha fini commerciali. Intanto il regista è pronto a ricevere il Gran Premio Torino per la sua casa di produzione, la American Zoetrope, fondata circa 40 anni fa a San Francisco con degli amici colleghi.
Il regista ha anche parlato del suo ultimo film “Segreti di famiglia”, presentato in anteprima proprio al festival torinese diretto da Gianni Amelio.
Per una scelta prettamente registica la pellicola è stata girata per metà in bianco e nero e Coppola ha sottolineato che questa “è una bellissima forma non solo cinematografica ma ancora prima fotografica”.
Secondo il regista “il cinema è qualcosa che appartiene a tutto il mondo, le innovazioni possono nascere in ogni momento e in qualsiasi Paese, è un essere umano vivo un po’ selvaggio e imprevedibile e ci mette a disposizione tantissimi tesori solo che i pezzi grossi dell’industria cinematografica non amano più tanto il bianco e nero e pongono delle regole su cosa si può fare e cosa no. È triste che il cinema sia di fatto limitato a film d’azione, film con supereroi o un po’ volgari e in base alla logica del profitto le scelte si restringono sempre di più”.
Ma è proprio parlando del futuro e dell’elettronica che Coppola spiega che “è singolare vedere che mia figlia (la regista Sophia Coppola) si rifiuta di usare il digitale. Forse c’è una voglia di non lasciare andare i cento anni del cinema che abbiamo alle spalle, ma io sono di un’altra generazione e tutto questo l’avevo previsto e sono sereno nel dire che il futuro è il digitale”.
Per ben due anni la direzione del Torino Film Festival è stata dedicata al cineasta romano Nanni Moretti, che ha saputo davvero ottenere riconoscimenti importanti; ciò non toglie che anche davanti al suo amore per il cinema, Moretti abbia preferito dedicarsi alla regia a quindi al suo prossimo film. Al suo posto troveremo un altro regista, Gianni Amelio (Le chiavi di casa) che decide di portare nel capoluogo piemontese due grandi autori: Francis Ford Coppola e Emir Kusturica. Per tutti e due vi sarà la ricezione del Gran Premio Torino, un premio rivolto ai cineasti che, dall’emergere delle nouvelles vagues in poi, hanno contribuito al rinnovamento del linguaggio cinematografico.
Di Kusturica verrà presentato in versione integrale il film “Underground” per una durata complessiva di 6ore; invece Coppola presenterà “Segreti di famiglia”, nelle sale dal 20 novembre.
Amelio decide quindi di rinnovare e di dare spazio al cinema italiano che entra nel concorso dopo tre anni di assenza, tra le 16 pellicole provenienti da Ungheria, Canada, Germania, Stati Uniti, Filippine, Romania, Cile, Norvegia, Francia, Giappone e Cina ci sarà anche l’Italia.
Ad aprire l’evento sarà “Nowhere Boy” dell’artista americana Sam Taylor Wood che racconta, l’adolescenza di uno dei futuri Beatles interpretato dal giovane Aaron Johnson.
Saltano all’occhio il nuovo lavoro di Wes Anderson, il cartone animato “Fantastic Mr. Fox”, doppiato da George Clooney e Mary Streep, “Orso d’argento a Berlino”, l’italiano “La straniera” di Marco Turco.
Che lo spettacolo abbia inizio!
Gianni Amelio, neodirettore del Film Festival di Torino apre così le danze dell’evento cinematografico: «Io non sono Nanni Moretti. Ringrazio Moretti, ma posso dare anch’io il mio contributo». Ereditiero di Nanni Moretti, il nuovo volto del Flm Festival non sembra affatto intimorito di un confronto, piuttosto usato come pretesto per avere una marcia in più in gara.
In questa 27esima edizione si può di certo toccare con mano il lavoro di Amelio, il suo tocco è palpabile ai riflettori. Il Festival, grazie al suo importante contributo e di tutti quelli che ci lavorano, cambia aspetti, cambia volto, cambia un pò in tutto, rivoluzionando il mondo della pellicola.
Per cominciare, non sono state confermate le sezioni morettiane quali Gli amori degli inizi, Lo stato delle cose e Internazionale.doc. Quel che una volta si chiamava Zona ora prende il nome di Onde, così come il Fuori Concorso va oggi sotto il nome Festa mobile, con omaggio a Hemingway. La sezione è bipartita in due macroaree di pellicole: Figure del paesaggio, riservata alle opere fiction, e Paesaggio con figure, riservata ai film dossier, un termine che poco garba al nuovo direttore.
Due sono le nuove sezioni collaterali di questo 27° TFF : Figli e amanti, dove vedremo 6 registi italiani (Garrone, Sorrentino, Zanasi, Martone, Ferrario, Bellocchio) presentare i film che hanno scatenato in loro la passione per il cinema e Rapporto Confidenziale, sezione che quest’anno sarà dedicata interamente all’opera del regista danese Nicolas Winding Refn.
La mano di Amelio sta anche nella scelta delle retrospettive (Nicholas Ray e Nagisa Oshima) e nell’istituzione di due nuovi premi: il Gran Premio Torino e Premio CULT – Il cinema della realtà. Il primo, novità assoluta, viene assegnato a cineasti che, dalle nouvelle vagues in poi, hanno contribuito al rinnovamento del linguaggio cinematografico ; il secondo invece andrà al miglior documentario internazionale presentato al festival. Quest’anno il Gran Premio Torino verrà consegnato a Emir Kusturica, che tra l’altro presenterà un’inedita versione di quasi sette ore di Underground, e alla American Zoetrope di Francis Ford Coppola.