Loro, con grande orgoglio, continuano a difendere il loro film di Natale, spiegando che la loro forza più grande sia diventata quella di far ridere senza essere mai volgari: “Non giudichiamo chi usa altri mezzi come le donnine nude o le parolacce per provocare una risata, ma noi ci sentiremmo in imbarazzo”.
C’é però chi non la pensa esattamente come Aldo, Giovanni e Giacomo e trova davvero difficile riuscire a non creare polemica in merito a loro “La banda dei Babbi Natale”, film diretto da Paolo Genovese.
Ed ecco che allora la Lav (Lega Anti Vivisezione) e l’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) si sono unite per combattere contro quando visto nelle scene del film uscito il 17 dicembre.
“Gli animali purtroppo vengono ridicolizzati seppure in una pellicola di genere grottesco, e la loro presenza non è funzionale alla storia”, spiegano gli animalisti.
A creare tutta questa rabbia é stata la presenza di uno scimpanzè utilizzato come attore, il quale ha dovuto ripetere e comportarsi in modo ben contrario alla sua abitudine, trovandosi quindi anche vestito da essere umano, seduto su una poltrona o alla guida di un auto.
“Tutto allo scopo di stimolare le risate del pubblico che ignora, purtroppo quanto questa sia invece la triste rappresentazione di una violenza perpetrata nei confronti di un animale selvatico, dalla cattura, alla reclusione, all’addestramento, all’umanizzazione forzata”.
Alessandra Battistini
In un momento in cui si parla sempre e solo di film di Natale, anche se ormai di Natale resta ben poco, anche lei, la bella e brava attrice Nancy Brilli ha voluto esprimere la sua.
Anche lei del resto ha avuto modo di prendervi parte, quando decise di entrare nel cast di “Natale in crociera” e annuncia di prendere parte anche a “A Natale mi sposo” con Boldi e Canalis.
“Se parliamo di interesse del pubblico sono d`accordo, lo dicono i risultati del botteghino. Ma non è un film d`autore, l’interesse culturale è un’altra cosa. Va detto, però, che De Laurentiis, con i soldi del film di Natale, lavora anche con registi come Verdone e Veronesi”, commenta lei.
E anche se decide di non rispondere alle accuse di volgarità, spiega la sua idea in merito a questo genere di film, di certo non troppo culturale!
“Un film comico non dev’essere mai sguaiato, vanno evitate le cadute di gusto. Quando ho girato “Natale in crociera” il mio personaggio era spiritoso, ben costruito. Hanno fatto il cinepanettone anche attori di classe, fra i quali Fabio De Luigi e Massimo Ghini”.
E in merito al suo prossimo “A Natale mi sposo” previsto per il prossimo ottobre, con la partecipazione della signora Clooney: “Ci sarà Elisabetta Canalis, nel ruolo di wedding planner, l’organizzatrice di matrimoni. Ammiro Elisabetta perché finora non ha mai sbandierato la sua storia con Clooney. O è ben consigliata, o è intelligente. Sai quante, al posto suo, ne avrebbero approfittato?”.
Non si fa altro che parlare di film di Natale usciti al cinema, i “cinepanettoni”, così come sono stati ribattezzati. Tra questi, uno dei protagonisti incontrastati è Christian De Sica, che ogni anno riesce a conquistare e portare al cinema moltissimi italiani in occasione delle feste.
La maggior parte dei giornalisti e dei media in generale hanno criticato questi film, ma piacciono o no? I dati certi sono i guadagni ottenuti dal film, che fino ad ora pare sia arrivato a 3 milioni di euro, di certo il merito è del cast scelto dal regista Neri Parenti e soprattutto della produzione firmata De Laurentis.
“Ma la causa principale del successo è l’amore reciproco che mi lega al pubblico”, dice De Sica.
Le polemiche in questi giorni sono nate perché la produzione del film ha compiuto il suo azzardo, richiedendo il finanziamento pubblico, facendo poi diventare quindi la pellicola come un film d’essai.
“A parte che il ministro Bondi ha chiarito che non è proprio così, è evidente che definire “Natale a Beverly Hills” un film d’essai è una sciocchezza. Se il produttore ha chiesto soldi presentandolo come tale, ha sbagliato. I film di cassetta non hanno bisogno di finanziamenti pubblici. Se ho capito bene, però, non si tratta di aiuti ma di un credito d’imposta sugli incassi, da reinvestire in film artisticamente più complessi. Perché, vede, il famigerato cinepanettone mantiene l’intero cinema italiano. Mi rendo conto che è un po’ cafone dirlo. Però è un dato di fatto. A parte un paio di capolavori, il resto dei film raffinati fa incassi penosi. Le opere dei registi e degli attori premiati dalla critica non le va a vedere nessuno”, ha replicato De Sica.