L’abbiamo visto imitare tante voci, un mix di energia e comicità quello che caratterizza la personalità artistica di Checco Zalone, il cabarettista/cantante di Zelig, il programma comico di Canale 5. Conquista il pubblico con tutto ciò che sembra dover piacere, come le caricature dei personaggi famosi, non per forza cantanti, ma ironizzando anche su figure colossali del nostro Paese, come il Presidente del Consiglio e il Papa.
Non si lascia scappare davvero nulla Checco dalle mille voci, ora in veste anche di attore. Cado dalle nubi è il primo film di Luca Medici, che vede, altrettanto per la prima volta, la recitazione straordinaria di Checco Zalone. Un successo pre sala, e forse non c’è da stupirsi quando in ballo ci sono simpatia, comicità e bravura in ciò che si sta facendo, con il reale intento di riuscirci. Ed è quello che ha realizzato Checco Zalone, lo stesso che nel suo ultimo show negli studi di Zelig ha dichiarato di essere uno dei migliori, se non il solo, sulla piazza.
Ed ora arriva anche in veste di attore. Il trailer del film è scaricatissimo dai tanti fan di Checco, in attesa dell’uscita nelle sale, confermata il 27 Novembre. Nella pellicola, Checco imperversa la storia di un giovane pugliese che lascia il suo paese, Polignano, per trasferirsi nella grande e caotica town di Milano rincorrendo il sogno di diventare un cantante famoso. Una volta a Milano, viene ospitato da suo cugino gay (Dino Abbrescia) in convivenza col suo compagno (Fabio Troiano). Per il giovane pugliese sarà molto dura abituarsi alla mentalità milanese e l’incontro con Marika (Giulia Michelini) della quale s’innamora, complicherà maggiormente il suo status quo. Infatti il padre di Marika (Ivano Marescotti) è un leghista convinto, pieno di pregiudizi. La vita di Checco però all’improvviso ha una svolta: vince I Want you, uno show in stile X factor, e diventa famoso. ”La forza di Checco Zalone – dice Luca Medici - è di essere un ignorante sgrammaticato, che può dire tutto e può essere politicamente scorretto”.
Un passato da regista, una vita felice e di successo, stroncata dalla cecità che ha smozzato la sua carriera. Matteo Bianco è un non vedente che ha tagliato i ponti con il suo quadro immacolato appartenente al passato, cambiando anche identità. Sotto lo pseudonimo Harry Caine, l’uomo firma romanzi, soggetti e sceneggiature. E’ ancora affascinante, un uomo che piace e che cerca di trarre il meglio dalla vita, coscente, al contempo, di avere un disperato bisogno della produttrice Judit e di suo figlio Diego.
Judit conosce perfettamente il tragico triangolo che ha visto coinvolto Matteo, il ricco Ernesto Martel e l’affascinante Lena. Harry deciderà di raccontarlo anche a Diego. Circa 14 anni prima della sua nuova identità è stato vittima di un terribile incidente di macchina sull’isola di Lanzarote che non solo gli ha portato via la vista ma anche Lena, la donna della sua vita. Da quando è diventato cieco Harry ha sviluppato tutti gli altri sensi, compresa l’ironia che è sempre a portata di mano, a fargli compagnia.
Il protagonista ha deciso di procurarsi un’autoamnesia, cercando di annientare il dolor che il passato gli procura. Solo l’amnesia può far sì che il suo nuovo volto, quello di Harry, possa godere della vita, senza dover leccare più le ferite dei trascorsi, mai guarite, ancora troppo sanguinanti.
Ha cancellato dalla sua biografia tutto quello che gli è accaduta 14 anni prima. Non ne parla più e il resto del mondo ha dimenticato in fretta Matteo Blanco, lui medesimo compreso. Ma, ironia della sorte, una notte Diego ha un incidente ed Harry decide di occuparsi di lui. Durante le lunghe notti di veglia , comincia a raccontargli la sua storia per distrarlo, così come fosse suo padre, intendo al racconto di una favola in grado di allietare i timori del suo piccolo, rimboccando le coperte di un sonno profondo e sereno.
Gli abbracci spezzati, per la regia di Pedro Almodóvar, è stato presentato all’ultimo Festival di Cannes, raccogliendo una buona raccolta di polemiche, di quelle che non mancano mai. Ma Pedro è stufo ed è subito ira che infuoca le pagine del suo sito www.pedroalmodovar.es.
La storia appassionata di Matteo Bianco è un agglomerato di passioni che Almodóvar ha al meglio sottolineato. L’intera trama è prettamente rivolta al passato e all’amore per il cinema, oltre che all’amore perduto. Ed ecco che dall’analisi attenta di questa pellicola sbuca, come ingenuo, un emblematico dubbio: chi è il vero protagonista? Matteo e la sua vita o il cinema? E’, in effetti, il cinema a narrare, a costruire le parti di questo lavoro, a montare un tale arteficio e, ancora, è il cinema a dare quella felicità che solo pochi possono aver assaporato. Una passione mai spenta.
Un grande romanzo che ha lasciato un’impronta significativa, unica nel suo genere, nel vasto panorama della letteratura ottocentesca. Quello de I Malavoglia è un capolavoro che non ha tempo, non segue mode, ma solo la logica del buon gusto. Dalla carta alla pellicola, I Malavoglia fanno la loro comparsa sul grande schermo grazie alla regia di Pasquale Scimeca.
Sono iniziati i primi ciak sul set de I Malavoglia, pellicola tratto dall’omonimo romanzo verghiano. Girato in provincia di Siracusa, nei comuni di Pachino e Portopalo di Capo Passero, il film è stato dichiarato d’interesse culturale nazionale. Le riprese sono cominciate da pochi giorni, precisamente dal 16 Novembre, e vedranno il lavoro di tanti volti nell’arco di sei settimane, terminando il 24 Dicembre.
Non solo regista, Pasquale Scimeca è parte integrante della sceneggiatura, lavoro affidato a Nennella Buonaiuto, Tonino Guerra, su soggetto di Scimeca, liberamente tratto dal romanzo di Giovanni Verga. Le interpretazioni sono realizzate da Antonio Ciurca, Omar Noto e Vincenzo Albanese, già visti in ”Rosso Malpelo” dello stesso regista e dello stesso autore letterario.
E riguardo a questo capolavoro senza rivali, Scimeca dichiara: «Fare un film tratto da uno dei romanzi più belli e importanti della letteratura europea, dal quale Visconti ha già realizzato uno dei capolavori della storia del cinema (‘La terra trema’) è una sfida da far tremare i polsi. Ma il mio approccio è diverso. Non si tratta di rifare il neorealismo ma tentare una lettura verghiana in chiave ‘tragica’, dove leggere la realtà del nostro tempo, soprattutto quella dei ragazzi del Sud, poveri e privati di qualsiasi riferimento ideale, sperduti in questa immensa periferia urbana che sono diventati i nostri territori, compresi i borghi marinari, è un dovere che l’arte e gli intellettuali dovrebbero tornare ad assumersi».
Hip hop e odore di storie passate, di storie vissute appassioneranno presto gli spettatori del grande schermo. Storie vere, che vengono rappate in strofe, con basi musicali appropriate, testimonianze declamate e controfirmate da una cicatrice che marcha sulla pelle un trascorso non troppo felice. Eminem ritorna al cinema con Shady Talez, film horror hip hop in 3D.
Stiamo parlando di una grande risorsa del panorama musicale facente riferimento al genere hip hop, forse uno dei più gettonati, senz’altro una grande firma del rap americano. Eminem aveva già fatto la sua comparsa nel mondo del grande schermo con 8 Mile, un successo senza confronti.
In questa nuova avventura, il rapper, oltre a ricoprire il ruolo di attore, è anche produttore della tanto cospirata pellicola, in lista al cinema per il prossimo anno. Saranno lanciati anche quattro libri a fumetti legati al film. Nulla si sa della trama, sarà una vera sorpresa.
Dalle ambientazioni di Man on Wire, James Marsh dirigerà The Vatican Tapes, il thriller soprannaturale targato Lionsgate e Lakeshore. A fare da filo conduttore della pellicola è una serie di eventi verificatisi dopo la scomparsa dal Vaticano di un audionastro che conteneva la regitrazione di un esorcismo finito male.
Si tratta di un film che merita, con sceneggiatura firmata da Chris Borrelli, ideata insieme a Chris Morgan, Gary Lucchesi, Tom Rosemberg, Chris Cowles. Si tratta, senza ombra di dubbio, di una delle pellicole più intriganti del cinema, un film che metterà a dura prova lo spettatore.
Dopo tre anni da L’aria salata, un film dal tema analogo, Alessandro Angelini ritorna alla regia con una nuova pellicola, Alza la testa, un film incentrato sui rapporti problematici tra padre e figlio. Questa volta è toccato a Sergio Castellito il premio come migliore interpretazione maschile, precedentemente consegnato a Giorgio Colangeli.
La pellicola è approdata in tutte le sale cinematografiche il 6 Novembre, distribuita dalla 01 Rai Cinema. A parte il tema in comune, i due film si presentano molto diversi al pubblico. Una sostanziale differenza è data dal fatto che il rapporto instauratosi tra padre e figlio sono un punto di partenza e non di arrivo.
La pellicola di Angelini ci racconta la storia di Antonio Mero, operaio di un cantiere nautico a Fiumicino. E’ un uomo ruvido e, benché il suo mestiere lo porti ogni giorno sulle navi, non ha mai viaggiato perché ha paura di tutto ciò che è diverso da sé. Ha un figlio, Lorenzo, che ha cresciuto in completa solitudine da quando la sua compagna, Denisa, una donna albanese, li ha lasciati. Lo ha educato nel mito della boxe, incitandolo ad alzare sempre la testa, sul ring come nella vita.
I due vivono in un delicato equilibrio che viene sconvolto dal ritorno di Denisa e dall’incontro di Lorenzo con una ragazza, Ana. Quando Lorenzo ha un incidente e i medici dicono che non c’è niente da fare, Mero dà il suo assenso all’espianto del cuore. Ma il dolore lo stringe in una morsa e, aggirando la legge, riesce a scoprire il nome del ragazzo che ha ricevuto il cuore di Lorenzo. Lascia così Fiumicino e la sua regione per compiere un viaggio verso il Nord e conoscere il ragazzo che spera abbia qualcosa in comune con il suo Lorenzo.
Il giornalista Bob Wilton (Ewan Mc Gregor), appena mollato dalla moglie, parte in missione. La sua destinazione è l’Iraq, dove s’imbatte nell’ombroso Lyn Cassidy (George Clooney), dicendo di far parte di un distretto militare sperimentale degli Stati Uniti: il New Earth Army, legione di “monaci guerrieri” con poteri psichici incomparabili – ovvero capaci di leggere i pensieri del nemico, passare attraverso le pareti e uccidere una capra semplicemente fissandola – già addestrati da Bill Django, soldato hippie col volto e il codino di Jeff Bridges, ora scomparso.
L’incontro con Lyn Cassidy, da oltre vent’anni membro del reparto, aprirà le porte a Bob verso una nuova realtà, scoprendo che l’esercito e il modo di combattere sono cambiati; infatti, lo strano reparto, fondato nel 1983, si prefigge di utilizzare poteri psichici per poter leggere i pensieri del nemico, passare attraverso solide mura e perfino uccidere una capra semplicemente fissandola (da qui il titolo del film L’uomo che fissa le capre). Ma quando il fondatore del reparto, Bill Django, sparisce, Cassidy intraprende una missione per trovarlo, Bob si unirà a lui incuriosito dalle inverosimili storie.
“Questa storia è più vera di quanto possiate credere”, ironizza una didascalia prima dei titoli di testa. In effetti, dietro al copione de L’uomo che fissa le capre c’è un libro/inchiesta pubblicato nel 2004 dal reporter e documentarista inglese Jon Ronson (tradotto da Einaudi Stile Libero) che sembrerebbe uscito dalla fantasia scatenata dei fratelli Coen.
Novità si aggirano nel cast della commedia indipendente The Romantics. Negli ultimi giorni non si fa altro che parlare della sostituzione di Liv Tyler con Katie Holmes la quale, oltre a rimpiazzarla, sarà anche produttrice della stessa commedia. Si tratta della sua prima produzione, un’esperienza che servirà indubbiamente a fortificare la figura professionale di Katie in campo.
Katie reciterà nei panni di Laura, la damigella d’onore di Lila (Anna Paquin). Laura e Lila sono due amiche molto intime, ma anche un pò rivali; entrambe, infatti, hanno avuto una relazione con lo sposo (Josh Duhamel). A prendere parte al cast ci sono anche Anna Paquin, Josh Duhamel, Malin Akerman, Elijah Wood, Adam Brody e Jeremy Strong.
La pellicola, che racconta la storia di otto amici del college che si riuniscono in occasione di un matrimonio, è sceneggiata da Galt Niederhoffer che ha adattato un suo romanzo e che si occuperà anche della regia.
Le riprese cominceranno questa settimana a New York sotto il controllo produttivo di tre grandi nomi: Team Todd, Plum Pictures e Benaroya Pictures.
Cresce l’attesa del sequel di Twilight, il fortunato film cinematografico in cui spicca il volo l’attore Robert Pattinson, tanto piaciuto al pubblico per il suo saper recitare e per le sue qualità fisiche.
Tratto dal romanzo New Moon di Stephenie Meyer, secondo capitolo della saga di Twilight, pubblicato negli Stati Uniti ad Agosto-Settembre 2006, l’edizione italiana è disponibile dal 27 Aprile 2007 pubblicata da Fazi Editore.
Bella Swan partecipa alla festa per il suo diciottesimo compleanno organizzata dalla famiglia Cullen. Finisce però col ferirsi con la carta di un regalo, scatenando la sete incontrollabile di Jasper e la sua reazione violenta. Edward interviene per proteggerla dall’attacco e si rende conto che per Bella lui e la sua famiglia sono una fonte perenne di pericolo. Così i Cullen decidono di lasciare Forks e Bella, nella speranza che la ragazza lo dimentichi. Bella cade in una profonda depressione e, solo dopo circa sei mesi, esce parzialmente da questa crisi grazie all’amicizia di Jacob Black.
Questa amicizia viene presto messa in crisi da un nuovo segreto: Jacob Black sviluppa il gene del licantropo, nemici naturali dei vampiri ma deve tenerglielo nascosto e le sta lontano. Bella viene a conoscenza di questo segreto e i due ragazzi ricominciano a frequentarsi. Disperando del ritorno di Edward, Bella si dà, con la complicità di Jacob, a passatempi pericolosi.
Dal libro Public Enemies di Bryan Burrough, arriva, arriva Nemico Pubblico, dal 6 Novembre al cinema, con Johnny Depp, Christian Bale e Marion Cotillard. Il film, per la regia di Michael Mann, è incentrato sulla storia della pericolosa vita di John Dillinger (Johnny Depp), il mitico fuorilegge dell’epoca della Grande Depressione Economica Americana, il carismatico rapinatore di banche reso dai suoi raid lampo l’obiettivo principale del migliore agente dell’FBI dei tempi di J. Edgar Hoover, Melvin Purvis (Bale), e divenuto una sorta di eroe popolare agli occhi degli americani di quel periodo.
Dilliger e la sua gang non si fermano davanti a niente e nessuno è in grado di fermarli. A conquistare l’intero scenario, ed anche la sua findanzata, Billie Frechette (Marion Cotillad) è il suo spirito da fuorilegge e le sue incredibili evasioni dal carcere. Dilliger era ormai diventato un’icona di quegli anni, un modo per distogliere gli americani dai loro stenti quotidiani.
Ma mentre le avventure di Dillinger e della sua gang intrigavano i più, Hoover si riproponeva di utilizzare la pubblicità che la cattura del criminale avrebbe potuto generare in suo favore per trasformare il suo “Bureau of Investigation” nel dipartimento di polizia nazionale che è adesso l’FBI. Fece pertanto di Dillinger il primo Nemico Pubblico Numero Uno degli Stati Uniti d’America, mettendogli alle calcagna Purvis, l’affascinante “Clark Gable dell’FBI”.
E fu così che la nazione, a fine di tutto, capii che dalla morte di uno dei suoi eroi era nata una leggenda.