E’ arrivata la sesta giornata del Festival di Cannes, ed i protagonisti di oggi saranno ancora una volta moltissimi: nella selezione ufficiale troveremo “Outrage” di Takeshi Kitano e “Biutiful” di Alejandro Gonzalez Inarritu, il famoso regista che rivette un premio nel 2007 per il suo film “Babel”.
Il primo é un ritorno verso il genere dei “gangster movie“, dove lo spettatore viene proiettato all’interno di una sanguinosa faida tra due clan; il secondo narra la storia di un confronto tra due amici di vecchia data, che si trovano attualmente schierati l’uno contro l’altro, il primo é un trafficante e il secondo é un poliziotto.
Il fuori concorso della serata sarà il film “Countdown to zero” di Lucy Walker, considerato più che altro un documentario che racconta il percorso durante gli anni che ci ha condotti verso gli armamenti nucleari, con la voce narrante affidata al bravissimo attore Gary Oldman. Il film vanta una produttrice di tutto rispetto, l’attrice Meg Ryan, che é volata sino a Cannes proprio per presentare il progetto.
Alessandra Battistini
Il suo documentario sta continuando a mietere “vittime”, e pian piano attira le attenzioni di tutto il mondo: “Draquila, L’Italia che trema”, l’ultima pellicola di Sabina Guzzanti che denuncia vergogne e movimenti illeciti nel nostro paese, pare dividere la stampa in Italia, ma in Francia non vi sono dubbi.
La regista punta il dito contro quando non é mai stato fatto dopo il terribile terremoto che ha colpito l’Aquila, tanto da aver anche pubblicato la lista Anemone, l’elenco di tutti i beneficiari degli interventi edili dell’imprenditore accusato di corruzione. E la stessa regista con un pizzico di malizia risponde alle critiche ricevute dal ministro Bondi dicendo: “Il ministro Bondi non è venuto ma non era stato invitato“.
A confermare quanto da lei detto é stato il direttore del 63° Festival del Cinema, Thierry Fremaux: “Troviamo davvero inconcepibile questo atteggiamento verso la libertà di espressione mentre riteniamo importante che tutti i Paesi combattano per essa“.
Il film ha ottenuto un grande successo a Cannes, ricevendo anche 3 minuti di applausi al termine della proiezione.
Alessandra Battistini
“Il moderno Robin Hood? Probabilmente sarebbe a Wall Street a combattere contro gli speculatori e contro chi si arricchisce illegalmente o farebbe la guerra a chi controlla, manipola e monopolizza i media”.
E’ con questa dichiarazione maliziosa e divertente che si é presentato a Cannes il bravo attore Russell Crowe, colui che con il suo film “Robin Hood” aveva proprio il compito di aprire la manifestazione.
Il suo messaggio é forse la giusta rappresentazione di come stanno andando le cose nel mondo, ma che cosa accade al Festival di Cannes?
Gli addetti ai lavori dicono che la crisi c’é e si sente, ma si sta lavorando duramente per evitare di rendere opaco un evento importante come questo; non mancheranno le star, che hanno già iniziato a mostrarsi sulla croisette ieri per la presentazione del colossal citato sopra.
Domani toccherà ai tanto attesi Michael Douglas e Susan Sarandon per l’atteso “Wall Street: money never sleeps” di Oliver Stone, fuori concorso, giusto per restare in tema di soldi!
Woody Allen arriverà il 15 con il film “You will meet a tall dark stranger” che si porta dietro un grande cast Naomi Watts (impegnata anche in “Fair Game” con Sean Penn), Anthony Hopkins, Antonio Banderas e Freida Pinto.
Volete sapere qualche altro nome importante? Elio Germano, Raoul Bova, Stefania Montorsi, Isabella Ragonese e Giorgio Colangeli per l’Italia, mentre i grandi attori hollywoodiani saranno Patrick Dempsey, Milla Jovovich, Eva Longoria, Laetitia Casta, Cheryl Cole e Evangeline Lilly.
C’é poi chi ipotizza l’arrivo di Mick Jagger, per poter prendere parte alla proiezione della versione rimasterizzata del documentario “Exile on main street”.
Non vi sarà l’appuntamento con la grande moda al “Dolce & Gabbana party”, festa che ha sempre segnato la fine del Festival.
Alessandra Battistini
Primeggia al Festival di Cannes il film di Sabina Guzzanti dal titolo “Draquila,. L’Italia che trema”, il documentario uori gara sulla città abruzzese colpita dal terremoto del 6 Aprile 2009. Oggi, dopo il successo a Cannes, la pellicola della Guzzanti approda nelle sale cinematografiche.
Al centro delle polemiche, Draquila è «Una riflessione sulla deriva autoritaria italiana», come spiega la regista Sabina Guzzanti. La denuncia va da Guido Bertolaso, capo della protezione civile, passando, poi, per il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, poiché, secondo la Guzzanti, non hanno fatto il possibile per gli abitanti aquilani e per la stessa città. La Guzzanti parla della sua verità, contrapposta a quella che il versante politico ci offre: la Guzzanti si reca presso i luoghi colpiti dal sisma, raccoglie, per circa nove mesi, tutto il materiale che le occorre per montare su il film-documentario che vanta ben 700 ore di registrazione.
Oltre alla facciata politica, Sabina Guzzanti ci mostra, nella sua pellicola, l’umanità e la speranza di voler ricominciare a tutti i costi dei comuni abruzzesi, innamorati delle loro terre e fieri di appartenervi, tenaci in tutto e per tutto al fine di contribuire alla ripresa della regione e, soprattutto, dei comuni nei pressi dell’Aquila, compresa L’Aquila stessa. Una sorta di sfida, una esigenza, un bisogno, un voltare pagina. La Guzzanti è riuscita a filmare tutto questo, è riuscita a dare delle immagini alle emozioni e ai sentimenti della popolazione abruzzese, degli stessi terremotati che hanno passato i loro momenti più difficili nelle tendopoli o negli alberghi sulla costa.
Non solo commenti politici, dunque, nel film-documentario Draquila. L’Italia che trema, ma anche tanta storia, la vera storia che passa attraverso i filtri cinematografici di Sabina Guzzanti.
Si intitola “Draquila. L’Italia che trema” la nuova pellicola di Sabina Guzzanti, in uscita il 7 Maggio nelle sale cinematografiche. Al centro della pellicola la tragica vicenda del terremoto abruzzese, la dura realtà dell’Aquila e i misteri che intorno alla città fantasma ne fanno un grande girotondo da mesi.
Dei recenti disastri nazionali, quello del terremoto dell’Aquila è stato, senza dubbio, il più coperto sul fronte mediatico, non solo per le tante visite del Presidente del Consiglio, ambientandovi anche il G8 tra macerie e disperazione della gente, ma anche perché in tanti hanno cercato di documentare le vicende di quella notte, di quel 6 Aprile 2009 che ha completamente stravolto la vita degli abitanti del luogo e di miliaia di studenti fuori sede.
Draquila, L’Italia che trema è una sorta di diario pubblico post-terremoto che mette in relazione le visite delle autorità nazionali e non con le parole di protesta dei cittadini terremotati, un confronto aperto, dunque, tra future promesse dei politici e presenti condizioni dei terremotati. La pellicola passerà in rassegna le interviste agli esperti, le dichiarazioni ufficiali e gli atti pubblici, la vita quotidiana nelle tendopoli e negli alberghi sulle coste, lontano dai pericoli delle macerie e dai ricordi di quella notte, quando alle 3:32 la terra ha tremato più forte del solito, una scossa più forte delle centinaia registrate in precedenza ma che la Protezione Civile ha ignorato fino al giorno del disastro.
Il film che sarà presentato anche al Festival di Cannes, è un lungo reportage in stile Michael Moore su quel che accadde all’indomani del terremoto all’Aquila, un anno fa, dalla militarizzazione delle tendopoli alla Protezione civile che ha evitato di gestire la prevenzione nei luoghi a rischio del territorio abruzzese.
Ma la pellicola sembra non piacere troppo a Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile: «Credo che l’Italia non farà una bella figura – ha dichiarato Bertolaso – presto, prestissimo, si parlerà di noi e dell’Aquila. Ad un festival del cinema si presenterà una verità che non è la verità ma, appunto, una parte di verità. E non faremo, credo, una bella figura».