Erano gli anni ’60 quando il mito del cinema internazionale, l’attore Robert De Niro si recava in Sicilia per il post riprese del film “Il Padrino”. Da allora non é mai più tornato, prima di oggi, in occasione della seconda giornata della 56° edizione del Taormina Film Festival.
La gente é impazzita, ha voluto vederlo e rendergli omaggio recandosi presso la sala A del Palazzo dei Congressi per assistere alla conferenza dell’attore-regista Robert De Niro, che proprio durante la manifestazione ritirerà il Taormina Arte Award.
Come molti ben sanno De Niro ha origini italiane e lui stessa, intervistato da Sky Tg24 ha detto di essere ancora iscritto alle liste elettorali del Molise, e di essere in possesso del passaporto italiano.
Trovandosi in Italia non poteva poi non parlare di cinema nostrano: “Il cinema italiano è molto buono. I miei maestri di riferimento sono Fellini e Antonioni, ma in Italia come in tutta Europa i cambiamenti sono lenti. Non è come negli stati Uniti dove tutto è più giovane, più nuovo. Qui edifici molto antichi non vengono buttati giù per farne uno nuovo”.
Dice di amare i film che parlano di realtà, di sentimenti veri, di tutto ciò che esiste davvero, non ama guardare film vecchi e spesso vorrebbe concedersi una vacanza per dedicare un po’ di tempo a sé stesso, ma alla fine non lo fa mai. E meno male per noi!
Alessandra Battistini
Ciò che un po’ delude é scoprire che il cinema italiano d’autore continua a riscuotere un grande successo all’estero piuttosto che nel nostro Paese.
L’esempio di questa realtà é dato da Pupi Avati: lo scorso sabato Francesca Valente, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, ha ritirato proprio per conto del regista, il Grand Award as Best Feature del WorldFest di Houston 2010.
I fratelli Avati hanno poi commentato questa vittoria con dichiarazioni che vanno ad attaccare non solo il nostro Paese, ma anche il David di Donatello che proprio in questa stagione hanno snobbato i film di Pupi.
“Meno male che almeno negli Usa si sono accorti di noi e del resto non è la prima volta che succede. Pensare che nelle nominations dei David di Donatello, premio al quale avevamo proposto i nostri due ultimi film, ‘Gli amici del bar Margherità e ‘Il figlio più piccolo’, non abbiamo ricevuto neanche una citazione e non siamo entrati nelle cinquine, neppure come miglior vice attrezzista. Forse in Italia c’è qualcosa che non quadra o non siamo considerati abbastanza”.
Alessandra Battistini
E’ una delle attrici più conosciute e più prave a livello internazionale, Susan Sarandon é approdata a Roma e ha voluto parlare del suo amore per alcuni grandi nomi italiani: “Quando ho visto Il Conformista di Bertolucci al college, non ho capito molto ma ne sono rimasta affascinata, così come con Fellini. Anna Magnani ha cambiato la mia idea di come una donna possa essere attraente e sexy. Oggi credo che il cinema italiano non sia più così distinto e diverso”.
Per quanto reali, risulta davvero difficile sentire un’analisi così dettagliata del nostro cinema, un cinema che purtroppo, salvo pochissime eccezioni, pare non avere molto da dire o da raccontare.
La Sarandon, è stata sposata con il regista italiano Franco Amurri, figlio del noto Antonio e da lui ha avuto una figlia di nome Eva. Parla dell’Italia, paese in cui vorrebbe vivere un giorno, allontanandosi dalle luci di Hollywood, per concedersi relax, cibo buono e contatto con la gente “normale”.
Non mancano alcune parole in merito al suo lavoro e soprattutto all’arrivo del 3D: “A volte lavorare il blue-screen è più facile che lavorare con un attore in carne e ossa. Quando è capitato a me di recitare in un film in 3D, Speed Racer, non ho cambiato molto, anche se lavorare con i sensori in faccia per un lungo periodo non è possibile. Non so come abbiano fatto gli attori di Avatar, recitare in quel film deve essere assomigliato più a prendere droghe, ma il risultato è stato ottimo”.
Alessandra Battistini
La cerimonia di premiazione si è tenuta ieri sera a Roma, presso il Cinema Trevi; stiamo parlando degli RdC Awards 2009, che vengono conferiti ai massimi protagonisti del mondo del cinema italiano, da parte della Fondazione Ente dello Spettacolo e La Rivista del Cinematografo.
Il prestigioso premio denominato “La Navicella cinema Italiano” è stato consegnato all’autore Marco Bellocchio, per il suo film “Vincere”, che come si legge nella motivazione “ci riconsegna al suo meglio uno degli autori più significativi del nostro cinema che, dopo Buongiorno, notte continua a indagare la Storia con le storie, il Sistema con il quotidiano, forte di uno stile senza eguali”.
Il premio al miglior saggio (Premio Diego Fabbri) è invece andato ad Antonio d’Olivo, che “ci regala uno sguardo inedito sull’attore Carlo Verdone, il personaggio e il regista di tante commedie che hanno conquistato il cuore degli italiani”.
Per quanto riguarda i premi tv, il Premio “La Navicella Fiction” è andato con un parimerito ad Ana Caterina Morariu, “capace di interpretare ruoli diversi, da “La sacra famiglia” a “Donne assassine”, “Intelligence-Servizi&segreti” con misura ed efficacia rare”, e a Filippo Nigro, “per Tutta la veritàdi Cinzia TH Torrini, ma anche per l’abilità nell’alternare televisione e cinema calandosi in personaggi sempre nuovi”.
Ma che fine ha fatto il “Cinema Italiano”? Oggi giorno tutto si cela nell’attesa creata dai film di Natale, questa è diventata la vera tradizione del nostro cinema. I film targati Filmauro si confermano per l’ennesimo anno consecutivo i più visti dal pubblico e l’unico blockbuster in grado di battere la concorrenza americana. La notizia arriva guardando i dati ufficiali diffusi in occasione della presentazione della prossima edizione delle Giornate Professionali di Cinema (a Sorrento dal 30 novembre al 4 dicembre).
Il primo posto nella classifica dei film italiani che hanno incassato di più va a “Natale a Rio” con 24 milioni e 680 mila euro; al numero due troviamo il trio di comici formato da Aldo Giovanni e Giacomo con ”Il cosmo sul como” (13 milioni e 128 mila euro) e al terzo da ”Italians” di Giovanni Veronesi (anche questo prodotto da Filmauro con 12 milioni e 158 mila euro).
Nella classifica degli incassi totali troviamo ”Angeli e Demoni” (18 milioni e 723 mila euro) ed ”Harry Potter e il principe mezzosangue” (18 milioni e 347 mila euro) e subito dopo i cartoon in 3D ”L’era glaciale 3” (29 milioni e 684 mila euro) e ”Madagascar 2” (24 milioni e 678 milioni di euro).
Altro dato particolare riguarda i quasi 82 milioni gli spettatori entrati nelle sale nel periodo 1° gennaio/22 novembre 2009.