Torna a far parlare di sé il famoso regista italiano Nanni Moretti per il suo nuovo film intitolato “Habemus Papam” che verrà presentato anche al Festival del Cinema di Cannes.
Come è sempre accaduto con i film del regista, anche in questo caso la pellicola non arriva per creare polemiche, anzi l’unico vero scopo è di mostrare quello che accade in Vaticano.
Contrariamente a quanto possiamo aspettarci un po’ tutti, Moretti ha deciso di non fare alcun tipo di riferimento ai numerosi scandali sessuali che hanno colpito il Clero; il film vuole puntare a mostrare quella che è la realtà di un Papa, quello che accade durante l’elezione e successivamente la vita dei cardinali attorno a lui.
Nel film Moretti interpreta uno psicanalista che indirettamente si troverà ad essere testimone oculare di un particolare evento che sarà però costretto a non raccontare, trovandosi però nella condizione di non poter tornare a casa dalla sua ex moglie, che verrà interpretata da Margherita Buy.
Ad interpretare il ruolo del Papa sarà Michel Piccoli, un ruolo che incuriosisce perché sembra essere lontano da quell’idea collettiva che si ha di un pontefice.
Alessandra Battistini
Lo scorso anno, durante l’edizione del Festival di Cannes, la regista francese Mia Hansen-Løve riuscì a conquistare critica e pubblico aggiudicandosi il Premio speciale della giuria (sezione Un Certain Regard). Ora la regista é pronta a tornare con un nuovo progetto che arriverà nelle nostre sale l’11 di giugno, un film il cui titolo é “Il Padre dei miei figli” (la traduzione corretta dovrebbe vedere invece il titolo “Il padre delle mie figlie”).
Il film racconta una storia vera, quella del produttore francese Humbert Balsan che si tolse la vita nel 2005; a interpretarlo é Louis-Do de Lencquesaing.
La storia della famigliola perfetta viene turbata dalla morte del padre che decide di suicidarsi, lasciando tutto nelle mani della moglie Sylvia (interpretata da Chiara Caselli).
“Sylvia è dotata di una forza naturale e nonostante sia solo stata moglie e madre fa di tutto per salvare la casa di produzione é un personaggio che non si guarda mai alle spalle”, ha detto l’attrice che interpreta il personaggio.
“Non abbiamo provato più del dovuto, ho lasciato i bambini liberi di improvvisare e soprattutto liberi dai ritmi di lavoro in modo da creare atmosfere che fossero il più possibile credibili”, ha detto la regista, “Mano mano che scrivevo la sceneggiatura mi sono accorta di aver toccato molte tematiche in un certo senso mi sentivo vicina a Renoir che attraverso un unico personaggio raccontava mondi paralleli”.
Alessandra Battistini
Dopo l’esperienza con Pupi Avati nel film “Il figlio più piccolo” dove per la sua primissima volta si é cimentato con un ruolo drammatico, ora Christian De Sica sogna in grande, con la voglia di dimostrare il suo talento poliedrico, stanco di essere considerato solo un “fenomeno da cinepanettoni“, anche se é grazie a quel tipo di film che si é fatto conoscere.
“Devo tutto ai cinepanettoni: non avrei fatto teatro, non avrei scritto il libro. Se qualcosa funziona, lo sport nazionale è distruggerla. In alcuni film c’era qualche parolaccia, in altri meno, ma raccontiamo il Paese con la volgarità che ci circonda. Trovo meno volgare un ‘vaffa’ che le povere ragazze mezze nude in tv”, ha spiegato il figlio d’arte.
Di recente Christian ha avuto modo di lavorare sul set di “The tourist”, affiancando un grande attore di Hollywood, il bel Johnny Deep che si é rivelato essere una piacevole persona: “E’ una persona gentile, alla mano, simpatica. Abbiamo legato subito, ci siamo andati a prendere un caffè. Una persona di un’umiltà, una gentilezza. Non vive come una star di Hollywood”.
Nel film De Sica interpreta un poliziotto con il compito di arrestare Depp, coinvolto in un complotto di spionaggio.
E trovandosi in vena di critiche, De Sica parla anche del comportamento di Bondi nei confronti del polverone causato da quanto successo al Festival di Cannes.
“Il ministro doveva rappresentare l’Italia, abbiamo fatto una figura di m… Di marketing i politici non capiscono niente. Elio Germano è un talento”.
Alessandra Battistini
Non riesce a contenere la sua gioia per aver vinto la Palma d’Oro al Festival di Cannes, un premio che ha dedicato all’Italia e soprattutto a quel cinema italiano tanto sottovalutato.
”Il premio vinto mi riempie d’orgoglio, é la mia personale Champions League. Vi ho anche rubato una citazione, quando mi chiedono cosa penso delle polemiche, rispondo che sono ‘armi di distrazione di massa’! Come romani dobbiamo ritrovare il nostro orgoglio anche noi”.
Intervistato da Repubblica Elio Germano ha inevitabilmente parlato della censura effettuata dal Tg1 in merito al suo discorso di ringraziamento: “La cosa grave è che venga spontaneo sospettare che non sia stato un incidente, come probabilmente è stato. A dirla lunga è che dubitiamo della libertà dei giornalisti e dell’informazione. La vera notizia è che l’Italia ha portato a casa un riconoscimento importante. Perché si dà tanto peso alle parole di un povero attore, invece di gioire per un successo italiano?”.
Alessandra Battistini
Mentre c’é ancora chi cerca di metabolizzare la conclusione della 63° edizione del Festival di Cannes, gli “addetti ai lavori” pensano già al futuro e all’organizzazione della 67° edizione del Festival di Venezia, che si svolgerà a partire dal 1 fino all’11 settembre prossimi.
Tutti coloro che hanno dovuto dire no al Festival di Cannes saranno presenti a Venezia, dove ricordiamo che il presidente di giuria sarà il grande Quentin Tarantino.
Le prime voci dicono che a Venezia verrà presentato “The Tree of life” di Terence Malick, con Sean Penn e Brad Pitt; molto probabilmente troveremo anche Sofia Coppola con “Somewhere”.
Certamente vedremo George Clooney accompagnato dalla sua bella Elisabetta Canalis per presentare il film “The American”, girato in Abruzzo. Si sa davvero ancora molto poco, ma i grandi nomi sembrano già esserci, c’é addirittura chi ipotizza la presenza di Johnny Depp e Angelina Jolie, che ormai a Venezia si sentono come a casa.
Alessandra Battistini
Ad aprire e chiudere la 63° edizione del Festival di Cannes é stata la sua madrina, ovvero Kristin Scott Thomas che ha guidato i presenti verso la cerimonia di premiazioni con relativa consegna della Palma d’Oro.
Il film migliore é stato “Uncle Boonmee Who Can Recall His Past Lives” del thailandese Weerasethakul, mentre il premio per il Miglior attore è un ex aequo consegnato a Javier Bardem per “Biutiful” di Inarritu e al “nostro” Elio Germano per “La nostra vita” di Luchetti.
La miglior attrice é Juliette Binoche per “Copia Conforme” di Kiarostami e il miglior regista é Mathieu Amalric per il film “Tournée”.
E’ stata un italiana, Asia Argento, a introdurre il nome del vincitore del Premio della giuria andato a “Un homme qui crie n’est pas un ours qui danse”, mentre l’attrice Juliette Binoche con la sua vittoria ha voluto ricordare il regista iraniano Jafar Panahi, in carcere a Teheran: “C’è un uomo la cui colpa è di essere un artista. Penso a lui proprio questa sera e spero di essere con lui qui l’anno prossimo. E’ una lotta difficile. Il Paese ha bisogno di noi artisti”.
Elio Germano ha poi fatto la sua dedica: “Siccome i nostri governanti rimproverano sempre i cineasti perché parlano male di questo Paese dedico questo premio all’Italia e agli italiani che fanno di tutto per rendere l’Italia migliore, nonostante la loro classe dirigente”.
Nascono subito le polemiche, soprattutto per il mancato funzionamento del collegamento del Tg1 che a Cannes si affidava all’inviato Vincenzo Mollica affiancato dal regista Luchetti, e nel momento in cui é stato trasmessa la registrazione si perde l’audio, immediatamente viene trasmesso un altro servizio e le dichiarazioni dell’attore vengono poi lette dal conduttore, tralasciando la parte più importante pronunciata dall’attore.
Il problema é stato solo tecnico, così assicurano, ma c’é già chi parla di censura!
A mente fredda l’attore ha poi spiegato meglio la sua dedica: “Non mi riferivo ai politici, ma a chi comanda in generale, chi sta nei posti importanti”.
Alessandra Battistini
La giovane 24enne Lindsay Lohan si trova attualmente a Cannes, ma non per divertirsi, forse per tenersi lontana dalla California, dove avrebbe dovuto presentarsi in tribunale per tener aggiornata la sua situazione in merito alla libertà vigilata. L’attrice non ha però fatto rientro e il suo avvocato ha preso le sue difese dicendo che non avrebbe potuto lasciare la Francia perché le é stato rubato il passaporto.
Il giudice di Los Angeles però non ha voluto saperne di scuse e difese, Lindsay giovedì non si é presentata e lui ha emesso un mandato di arresto: “Deve prendere questa cosa seriamente. L’avevo messa in guardia prima”.
La libertà vigilata é un’imposizione per l’attrice dopo i due arresti datati 2007 per guida in stato d’ebrezza; Lindsay avrebbe dovuto frequentare un corso di riabilitazione anti-alcol e sottoporsi a test anti droga, ma così ovviamente non é mai stato.
Intanto in Francia parlano di lei anche in termini gossippari, dicendo che l’attrice sia entrata in “sintonia” con una fotografa, tale Indriani, con la quale si starebbe frequentando.
Mentre Lindsay si affretta a smentire, un amico della fotografa, attraverso il suo blog, avrebbe così scritto: “È scattato qualcosa sul set e hanno continuato a trascorrere del tempo insieme anche dopo il servizio fotografico”.
Alessandra Battistini
E finalmente é arrivato anche il giorno che rende un po’ di orgoglio al nostro cinema, con la proiezione de “La nostra vita” il film di Daniele Luchetti, unica pellicola italiana in concorso; il cast é composto da Elio Germano, Luca Zingaretti, Raoul Bova e Isabella Ragonese.
Possiamo dire con gioia che il regista italiano é stato accolto molto bene alla prima proiezione riservata alla stampa, dove si parla di risate e tanti applausi, ora non resta che attendere il riscontro del pubblico.
Ricordiamo che il film racconta la storia di Claudio, un 30enne operaio edile che dopo aver subito un terribile lutto dato dalla morte della moglie, si trova costretto da solo a crescere i suoi 3 figli cercando in tutti i modi di riuscire a fare soldi per farli vivere serenamente, lontani dal dolore.
Per il regista é la quarta volta che si presenta a Cannes, due partecipazioni in concorso con questa pellicola e con “Il portaborse” film del 1991, e due fuori concorso dati da “Domani accadrà” del 1988 e “Mio fratello é figlio unico” nel 2007.
Alessandra Battistini
Ieri è stata giornata di grandi maestri e grandi nomi per il Festival di Cannes, che ha visto arrivare sulla croisette Abbas Kiarostami e Stephen Frears, senza contare che la giornata di ieri avrebbe poi presentato anche il regista più giovane della manifestazione, il francese Xavier Beauvois, che si é presentato con il suo film “Des hommes et des dieux”.
Proprio durante la conferenza stampa ufficiale del regista Abbas Kiarostami e dell’attrice Juliette Binoche, é arrivata la terribile notizia che riportava la decisione di Jafar Panahi di intraprendere lo sciopero della fame.
“Non si può restare indifferenti di fronte a una tale mobilitazione che richiede una risposta e poi comunque il fatto che un cineasta sia imprigionato lo ritengo una cosa davvero intollerabile”, dice Kiarostami in difesa di Panahi, schierandosi quindi contro il governo iraniano.
A confermare la notizia é stata una giornalista iraniana che ha portato alla commozione anche l’attrice protagonista del film Juliette Binoche.
“Se il governo iraniano continua a rifiutare di liberare Jafar allora ci deve spiegare perchè un film possa essere considerato un crimine quando neppure è stato iniziato”, ha poi concluso il regista già Leone d’Oro al Festival del cinema di Venezia.
Alessandra Battistini
A Cannes, molti cineasti (totale rifiuto da parte di Michael Douglas!), hanno avuto la bella idea di firmare una petizione di solidarietà nei suoi confronti, ma i guai per il regista Roman Polanski sembrano non finire mai.
Direttamente dagli States giunte una nuova notizia che spingerebbe il regista nel vortice degli abusi sessuali: a parlare é stata la 42enne attrice inglese Charlotte Lewis che ebbe modo di debuttare proprio grazie a Polanski in “Pirati”.
“Ha abusato sessualmente di me nella meniera peggiore possibile quando avevo solo 16 anni. Sapeva quanti anni avessi quando mi ha incontrato e mi si è buttato addosso nel suo appartamento di Parigi. Si è approfitato di me e io ho dovuto convivere con le conseguenze del suo comportamento da allora. Sono venuta negli Stati Uniti a mie spese per assicurarmi che giustizia sia fatta e che il signor Polanski riceva quel che merita: voglio solo giustizia”, ha detto l’attrice facendo riferimento a fatti accaduti nel 1983.
E pensare che il regista sperava di vedersi revocare gli arresti domiciliari controllati elettronicamente.
Alessandra Battistini