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Tutti i vincitori di Berlino 2010

Tutti i vincitori di Berlino 2010

Posted on 22 feb 2010 at 12:10pm

Finalmente possiamo conoscere i nomi dei vincitori del Festival del Cinema di Berlino: l’Orso d’Oro è andato a “Bal” (”Miele”), il film del regista turco Semih Kaplanoglu, la pellicola è una sorta di terzo episodio che racconta la storia di un ragazzo che cresce in un villaggio di contadini.

L’Orso d’argento, ovvero il secondo premio è andato a Roman Polanski, per il suo “The ghost writer“, il criticato e discusso regista americano, ancora gli arresti domiciliari in Svizzera è stato arrestato lo scorso settembre per un reato commesso nel 1978 in America, accusato di aver avuto dei rapporti sessuali con una ragazza minorenne.

Ecco allora l’elenco completo dei film vincitori della 60esima edizione del Festival del Cinema di Berlino:

Orso d’oro per il miglior film: “Bal” di Semih Kaplanoglu
Orso d’argento/Gran Premio della giuria: “Se voglio fischiare fischio” di Florin Serban
Orso d’argento per la migliore regia: Roman Polanski per “Ghostwriter“
Orso d’argento per il miglior attore: Grigori Dobrygin e Sergei Puskepalis ex aequo per “How I ended this summer“
Orso d’argento per la miglior attrice: Shinobu Terajima per “Caterpillar“
Orso d’argento per lo straordinario contributo artistico: Pavel Kostomarov per “How I ended this summer”
Orso d’argento per la migliore sceneggiatura: “Tu an yuan” (Insieme separati) di Wang Quanan
Alfred Bauer Prize: “Se voglio fischiare fischio“.

Alessandra Battistini

Berlino: arriva il fortunato film

Berlino: arriva il fortunato film “The Kids Are All Right”

Posted on 19 feb 2010 at 4:31pm

Arriva a Berlino “The Kids Are All Right”, l’applauditissimo film di Lisa Cholodenko presentato al Festival; il film racconta di una storia d’amore tra due donne, pronte a formare la famiglia perfetta arricchita con la presenza di due figli avuti grazie all’inseminazione artificiale.

A interrompere l’idillio in famiglia è il padre naturale dei due ragazzi, un gaudente gastronomo di mezz’età affascinato dalla nuova situazione pronto anche a finire a letto con una delle due donne.
Le due protagoniste del film sono Julianne Moore e Annette Bening.

“Questo film è il ritratto di una famiglia per cui l’orientamento sessuale non ha nessuna importanza”, ha spiegato la Moore, “Annette e io, ognuna per sé, abbiamo avuto lunghi rapporti famigliari, abbiamo educato i figli e sappiamo quindi di cosa parliamoo. Che poi il rapporto sia tra due donne, in una famiglia con due mamme, secondo me non fa nessuna differenza. Questo film descrive una relazione che va avanti da molti anni, cosa che al cinema si vede molto raramente”.
E la regista spiega la sua difficile battaglia per riuscire a creare e completare il suo film: “Il film finanziato con molta fatica in maniera indipendente è stato girato in soli 21 giorni, esce in un momento in cui negli Usa si sta muovendo qualcosa per quanto riguarda i diritti dei gay, e questo mi dà l’impressione di dare il contributo politico come artista”.

Alessandra Battistini

Ancora sesso a Berlino con Caterpillar

Ancora sesso a Berlino con Caterpillar

Posted on 17 feb 2010 at 7:38am

Sicuramente la guerra e il sesso stanno dominando come temi durante il Festival di Berlino; è arrivato il turno del film di Koji Wakamatsu,”Caterpillar” dove troviamo le disturbanti sequenze di amplessi tra una donna e suo marito, un uomo reduce dalla guerra che si trova a vivere senza gambe né braccia, muto e parzialmente sfigurato.
E se ieri vi abbiamo parlato del sesso rappresentato da Silvio Soldini in “Cosavogliodipiù”, capirete solo vedendo il film che si tratta di due racconti diversissimi.

Nel film del giapponese sono rappresentati amplessi acrobatici di un uomo che deve fare i conti con un passato che ha lasciato durissimi segni sul suo corpo. La storia è ambientata nel 1940 durante la seconda guerra Cino-Giapponese e la trama ci porta a vivere il ritorno a casa del tenente Kurokawa, privo proprio di gambe e braccia.
In un primo momento la donna ha paura quando si ritrova davanti al marito, ormai impossibile da riconoscere, ma pian piano si abitua all’idea di accudirlo e di farci anche l’amore.
Il mio paese è fondamentalmente una società maschilista. Gli uomini hanno usato senza alcuna vergogna violenza alla donne e le hanno considerate solo degli oggetti sessuali o macchine per produrre figli. Una cosa quest’ultima ancora molto sentita tanto da essere stata ribadita ultimamente da un nostro membro del parlamento. In questo film ho voluto descrivere come la violenza delle guerra può cambiare tutto anche i radicati rapporti che ci sono tra uomo e donna”, ha detto Koji Wakamatsu.

Alessandra Battistini

Parte il FilmFest di Berlino: la Comencini in giuria

Parte il FilmFest di Berlino: la Comencini in giuria

Posted on 11 feb 2010 at 2:35pm

Purtroppo a rappresentare l’Italia non saranno in tanti, ma di certo vi sarà della qualità: Francesca Comencini, figlia d’arte, è l’unica italiana della giuria del FilmFest che s’inaugura stasera. La sua prima volta risale a 5 anni fa, con la pellicola “Mi piace lavorare”, storia che trattava il mobbing ai danni di un’impiegata che era interpretata dalla brava Nicoletta Braschi.

Il presidente di giuria è Werner Herzog, e troveremo anche l’attrice hollywoodiana, Renée Zellweger.
“Mi è già capitato di dover giudicare, penso sia un compito da svolgere con obiettività sapendo che nel cinema, però, la soggettività conta molto. Insomma, si tenta di essere onesti, ma se si sbaglia si è perdonati. Il Filmfest ha sempre prestato attenzione a tematiche politico-sociali, mi pare che abbia conservato questa cifra, una caratteristica che me lo rende simpatico. E’ importante che ci sia un festival così”, spiega la Comencini.

Il grande evento inizierà stasera con “Apart together” di Wang Quan’an, il famoso regista cinese che vinse nel 2007 l’Orso con “Il matrimonio di Tuya”; come detto però il nostro paese non è in gara, anche se sarà comunque presente in molti punti della manifestazione. Troveremo quindi Ferzan Ozpetek, ospite della sezione Panorama con “Mine vaganti”, pellicola che tratta i problemi dell’omosessualità in una famiglia pugliese (con il primo bacio gay dell’attore Scamarcio), poi “Cosa voglio di più di Silvio Soldini”, racconto della passione extra-coniugale di Pierfrancesco Favino e Alba Rohrwacher.
La Comencini parla quindi dell’assenza di un film italiano in concorso: “Beh, un po’ mi dispiace, ma non bisogna prenderlo come un segno del fatto che in Italia non si faccia buon cinema. Ogni festival ha la sua linea editoriale, alla Berlinale, come dicevamo, conta l’impegno, e questo forse ha un po’ pesato sulle scelte”.

Alessandra Battistini