Parla italiano, o meglio siciliano e si diverte a scherzare con la traduttrice a suon di “Traduci questo“: è stato premiato ieri sera uno degli attori più apprezzati a livello mondiale.
Al Pacino, splendido 71enne, ha ricevuto il premio alla carriera, il Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker Award dalle mani dell’attrice Jessica Chastain, protagonista del suo film “Wilde Salome”, il fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia.
Elegante e pieno di vita, l’attore ha esordito dicendo: “Sono un attore, quando sono su un palco e’ difficile farmi andare via”.
Ricordando la sua lunghissima e fortunata carriera l’attore ha poi spiegato: “Prima ero solo attore, da 25 anni invece sono innamorato anche dell’arte di fare film. In questi anni ho fatto vari ‘esperimenti’, che in genere tengo per me, ma qualcuno mi sfugge e arriva al pubblico, come Looking for Richard e Wilde Salome. E’ un film molto personale a cui ho lavorato, con delle pause, per cinque anni”.
“Ho cominciato a filmare le cose che mi piacevano, soprattutto la mia attività teatrale: il lavoro di regista l’ho cominciato così. E solo a questo punto mi sono innamorato del cinema. Quando ho capito davvero la sua magia, per me è cambiato tutto. Ma come regista sono e resto un dilettante. E infatti ho cinque-sei film che ho già girato, preferisco tenerli nascosti…Magari in futuro potrei farne uno su ‘Sei personaggi in cerca d’autore’, una mia rilettura del mondo di Pirandello…“.
E’ stato accolto come un vero re, abbracciato (simbolicamente) dal calore del pubblico italiano, il suo pubblico. Del resto è stato lo stesso Al a dichiarare “Sono italiano per la miseria!”.
Alessandra Battistini
“Re Lear” è una famosa tragedia scritta dal genio di William Shakespeare, pronto a raccontare alcuni intrecci inerenti alle radici dell’antica mitologia britannica.
Partendo da tale dramma il regista britannico Michael Radford, colui che diresse Massimo Troisi nella sua magistrale interpretazione de “Il postino”, ha deciso di occuparsi della rappresentazione cinematografica.
Radford, che non è nuovo a Shakespeare, pare che potrà dirigere Johnny Depp e Al Pacino, quest’ultimo ha già collaborato con lui nel 2004 per “Il mercante di Venezia”.
I due hanno già avuto modo di lavorare insieme sul set nel 1997 per la pellicola “Donnie Brasco”.
Mentre sembra tutto confermato per Pacino, vi sono ancora trattative per Depp che si trova impegnato sul set di “Dark Shadows”; per i ruoli femminili è stata confermata l’inglesina Emily Blunt, mentre continuano le trattative per ingaggiare Jessica Chastain.
Secondo quando si legge pare che le riprese del film partiranno dal mese d’aprile 2012.
Alessandra Battistini
“Un regista sorprendente, la cui esperienza preziosa e originale arricchisce il panorama del cinema contemporaneo”.
Con questa motivazione il 4 settembre 2011 il famoso attore Al Pacino verrà premiato con il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker 2011 durante l’edizione numero 68 della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Il premio Oscar 1993 per “Scent of a Woman – Profumo di donna”, dove ha interpretato il tenente-colonnello Frank Slade, sarà premiato proprio per il suo grande bagaglio artistico e per il suo impeccabile contributo artistico alla settima arte.
Proprio il 4 settembre, l’attore e regista coglierà l’occasione di presentare in anteprima mondiale il suo documentario intitolato “Wilde Salome” dove Pacino cercherà di analizzare più in profondità la complessa opera di Oscar Wilde “Salomè”.
In questo documentario Al Pacino interpreta Erode, Jessica Chastain sarà Salomè e Kevin Anderson vestirà i panni di Giovanni Battista.
Alessandra Battistini
Partiamo dal principio, descrivendo brevemente la persona/personaggio: Phil Spector è un produttore discografico e musicista nato negli States divenuto famoso come creatore della tecnica “Wall of Sound”, utilizzata soprattutto in “Let It Be”, famosa canzone dei Beatles e nell’album “Pet Sounds” dei Beach Boys.
Nella sua carriera ha avuto modo di lavorare anche con Tina Turner, John Lennon e i Ramones.
Phil Spector è stato condannato a 19 anni di carcere dopo un processo per omicidio di secondo grado, conclusosi per colpevolezza, per aver assassinato l’attrice Lana Clarkson, che venne trovata morta nel 2003 nella sua casa califoniana.
Come mai analizziamo questa figura?
Perché pare che a breve nella grande Hollywood verrà creato un film proprio su di lui, diretto e scritto da David Mamet.
Ad interpretare questo ruolo così bizzarro e dalla personalità eccentrica sarà il bravissimo Al Pacino, Oscar come migliore attore nel 1993 nel ruolo del colonnello Frank Slade nel film “Scent of a Woman – Profumo di donna”.
Questo film biografico sarà prodotto dalla HBO Films e dal produttore esecutivo Barry Levinson, anche se per ora non si sa bene che fine farà la pellicola, c’é grande indecisione se farla passare solo sul piccolo schermo o se costruire un progetto per il cinema.
Alessandra Battistini
Frank Sinatra è il progetto cinematografico di Martin Scorsese. Si tratterebbe di un film biografico sulla vita del cantante italoamericano e, per farlo, ha bisogno di un buon volto del cinema. In realtà, il regista ha già in mente a chi assegnare la parte: Al Pacino al fianco di Robert De Niro nei panni di Dean Martin.
E in merito al ruolo da interpretare, Scorsese ha spiegato: «Non si tratta solo di rappresentare Sinatra come l’uomo che ha modificato drasticamente l’immagine degli italoamericani ma anche il suo impegno politico, quello per i diritti civili, i rapporti con la mafia. E la musica, ovviamente, che probabilmente contribuirà a fare del film una biografia poco convenzionale».
«Come struttura vorrei che assomigliasse a Quei bravi ragazzi – prosegue Scorsese – ma il film si occuperà solo di alcuni momenti della sua vita. Non possiamo riassumere tutti i successi musicali della vita di Sinatra, quindi l’alternativa è avere tre o quattro Sinatra diversi. Giovane, adulto, di mezza età e molto avanti negli anni. Così possiamo saltare avanti e indietro nel tempo, attraverso la musica».
Al Pacino nasce ad Harlem, New York, nel 1940. Spegne, quest’anno, ben 70 candeline. Un talento unico quello del padrino di Hollywood, consolidatosi negli anni e venuto a galla nel 1972, quando il giovane italo-americano viene scelto, tra tanti, per la parte di Michael Corleone nella saga de Il Padrino di Francis Ford Coppola.
Suo padre Salvatore, agente assicurativo di professione, abbandona la famiglia quando Al Pacino era ancora un ragazzino. Furono anni difficili per la star hollywoodiana, anni in cui Al Pacino si trasferisce con la madre Rose nel South Bronx, a casa dei nonni materni, originari della terra siciliana di Corleone. E’ stato, si piccolo, appassionato di cinema tanto che si divertiva a reiterpretare i film visti sul grande schermo, prende anche parte alle recite scolastiche. Quando Al Pacino cresce decide di diventare attore e, perciò, si iscrive all’High School of Performing Arts che abbandona, però, ancor prima del diploma.
Ha passato momenti difficili Al Pacino nel corso della sua giovinezza, come quando gli trovarono un’arma da fuoco senza matricola e viene arrestato. All’arresto seguì, poi, la morte del padre. Fu un altro dei momenti difficili della vita di Al Pacino; per mantenersi, la star hollywoodiana cominciò a fare ogni tipo di lavoro: il fattorino, l’operaio, il facchino, ma continua a studiare recitazione frequentando le lezioni di Charles Laughton presso l’Herbert Berghof Studio. Dopo alcune apparizioni in produzioni teatrali minori, nel ’66 entra all’Actors Studio e in poco tempo calca con successo i palcoscenici off e on-Broadway, ottenendo anche un Obie e un Tony Award.
Il 1969 è un anno molto importante per Al Pacino: l’incontro col mondo del cinema ma la vera svolta per la sua carriera, e fu da allora che Al Pacino divenne una star di dimensioni cosmiche, avvenne nel 1972 quando Francis Ford Coppola lo scelse, tra tanti attori, per recitare la parte di Michael Corleone: «”Non mi basta che sia un italo americano. Pacino ha negli occhi il mistero che spiega la trasformazione di Michael da eroe di guerra a capomafia spietato», dice Coppola motivando la sua scelta.
E’ diventato famoso in tutto il mondo e dopo aver visto un suo film é davvero difficile restare impassibili davanti al suo talento, coltivato e migliorato con il passare degli anni; Al Pacino, il noto attore e regista italoamericano é davvero davanti a tutti, per talento, riconoscimenti ottenuti e per carisma.
Il suo approccio con il mondo del cinema ha inizio grazie a Francis Ford Coppola nell’epico “Padrino”, dove Al interpretò Michael Corleone; come debutto fu fortunato, ma non dei migliori visto che nessuno della produzione sembrava avere fiducia in lui.
Al rinunciò alla formazione primaria all’Actors Studio di Lee Strasberg, ma nonostante tutto, questo corso gli permise di amare il teatro e soprattutto Shakespeare.
Cresciuto ad Harlem da una famiglia siciliana, Al trovò il vero successo grazie alla collaborazione con il maestro Brian De Palma, che gli ha permesso di prendere parte a “Carlito’s Way” e “Scarface”, arrivò poi “Scent of a Woman” che gli portò anche un Oscar nel 1993 e come dimenticare “Heat-La Sfida” dove recitò al fianco di Robert De Niro.
Arrivò poi “Donnie Brasco” dove dovette confrontarsi con il giovane Johnny Depp, poi con Keanu Reeves per “L’Avvocato del Diavolo” e “Ogni maledetta domenica” di Oliver Stone. Numerosi Emmy e Golden Globes conquistati per un uomo che ha fatto davvero la storia del cinema.
Alessandra Battistini
Splendido film diretto da Brian De Palma, con un Al Pacino più boss che mai, Scarface è una pellicola cinematografica che racconta la storia di Tony Montana (Al Pacino), rifiugiato cubano che, scappato in America, diventa un boss malavitoso. Tony, immesso in una condizione di totale miseria, parte da zero, lavorando in un baracchino di panini con l’amico fidato.
La storia intensa e violenta di Tony Montana è ambientata a Miami, in uno scenario malavitoso, quello del narcotraffico. I veri protagonisti della storia sono la violenza, gli eccessi e la morte, tutti ingredienti che accattivano lo spettatore, senza respiro fino all’ultima scena di questa splendida pellicola.
La spietata ed indimenticabile pellicola è diretta da Brian De Palma, per la produzione di Martin Bregman (Il Padrino).
Tony, che all’inizio viveva di stenti e privazioni, riesce, grazie alla sua determinazione e al suo istinto di leader della criminalità organizzata, a farsi un nome negli ambienti più spietati, rendendosi un uomo di prestigio, di lusso, e di fascino, conquistando anche il cuore della donna che tanto desiderava (Michelle Pfeiffer) e che, inizialmente, lo rifiutava, disgustata dalla sua persona.
Tony riesce a conquistare tutto ciò che ha sempre voluto, il potere, l’amore, il successo, i soldi. Ma quando il potere distrugge ciò che è stato costruito con un mix di presupposti negativi, ecco che gli effetti dello stesso diventano devastanti, quasi letali.
Ancora un Al Pacino in perfetto stile gangster, fatto di amore, odio, criminalità. Un concentrato di personalità che fanno del protagonista, Tony Montana, una persona che ha vissuto diverse situazioni di vita, passando dalla miseria onesta agli sfarzi della criminalità organizzata, per poi cadere nel baratro della vergogna e del distrastro.
«Da giovane mi sono prostituito in Sicilia, concedendomi in cambio di vitto ed alloggio ad una donna più anziana di me. Per mangiare e mantenere un tetto sopra la mia testa, decisi di vendermi ad una donna più anziana di me l’unico bene che potevo offrire: il mio corpo. Mi sono svegliato spesso, il mattino successivo agli incontri, sentendomi in colpa e odiandomi per ciò che stavo facendo». Queste le parole di Al Pacino, icona, da quasi quarant’anni, dell’italo-americano macho, al giornale Adams.
Siamo negli anni ’60, quando la star, all’epoca soltanto un aspirante attore alle prime armi, decide di abbandonare gli studi per inseguire il suo sogno: la carriera hollywoodiana. Tornò in Sicilia, la sua terra natale, e, ricoperto di debiti e senza denari, il giovane si diede alla prostituzione pur di avere un tetto.