Si intitola “Draquila. L’Italia che trema” la nuova pellicola di Sabina Guzzanti, in uscita il 7 Maggio nelle sale cinematografiche. Al centro della pellicola la tragica vicenda del terremoto abruzzese, la dura realtà dell’Aquila e i misteri che intorno alla città fantasma ne fanno un grande girotondo da mesi.
Dei recenti disastri nazionali, quello del terremoto dell’Aquila è stato, senza dubbio, il più coperto sul fronte mediatico, non solo per le tante visite del Presidente del Consiglio, ambientandovi anche il G8 tra macerie e disperazione della gente, ma anche perché in tanti hanno cercato di documentare le vicende di quella notte, di quel 6 Aprile 2009 che ha completamente stravolto la vita degli abitanti del luogo e di miliaia di studenti fuori sede.
Draquila, L’Italia che trema è una sorta di diario pubblico post-terremoto che mette in relazione le visite delle autorità nazionali e non con le parole di protesta dei cittadini terremotati, un confronto aperto, dunque, tra future promesse dei politici e presenti condizioni dei terremotati. La pellicola passerà in rassegna le interviste agli esperti, le dichiarazioni ufficiali e gli atti pubblici, la vita quotidiana nelle tendopoli e negli alberghi sulle coste, lontano dai pericoli delle macerie e dai ricordi di quella notte, quando alle 3:32 la terra ha tremato più forte del solito, una scossa più forte delle centinaia registrate in precedenza ma che la Protezione Civile ha ignorato fino al giorno del disastro.
Il film che sarà presentato anche al Festival di Cannes, è un lungo reportage in stile Michael Moore su quel che accadde all’indomani del terremoto all’Aquila, un anno fa, dalla militarizzazione delle tendopoli alla Protezione civile che ha evitato di gestire la prevenzione nei luoghi a rischio del territorio abruzzese.
Ma la pellicola sembra non piacere troppo a Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile: «Credo che l’Italia non farà una bella figura – ha dichiarato Bertolaso – presto, prestissimo, si parlerà di noi e dell’Aquila. Ad un festival del cinema si presenterà una verità che non è la verità ma, appunto, una parte di verità. E non faremo, credo, una bella figura».
E’ una bella domanda quella lanciata dal regista Silvio Soldini. A dare il titolo alla sua nuova pellicola, infatti, è proprio il classico enigma umano: Cosa voglio di più? Quante volte ci siamo posti questa domanda e quante volte ci siamo dati una risposta soddisfacente?
Si chiama Anna la protagonista del nuovo film di Silvio Soldini, interpretata da Alba Rohrwacher. La donna esce fuori dagli schemi che le sono stati imposti dalla vita, il lavoro, la famiglia, i buoni propositi, la fedeltà. Le sembra di soffocare, di essere dietro le sbarre di una galera a vita.
Il film di Soldini traccia il profilo della classica storia tra un uomo e una donna, che hanno già le loro vite sistemate e ben impacchettate nella più falsa soddisfazione quotidiana, che si incotrano per caso e scoprono una passione così forte da voler abbandonare quella prigione di vita costruita intorno a loro: lasciare tutto per costruire un’altra vita insieme. La condizione di Anna e di Domenico è quella che tutti noi ben conosciamo perché alla portata della gente comune.
Anna ha una vita comune, quella che potremmo riscontrare in tante donne. Ha un buon lavoro e un compagno da qualche anno, Alessio, con il quale “condivide” una storia d’amore. I due decidono di avere un figlio. Un giorno, però, ad una festa incontra un cameriere, Domenico, che rivede prima di quanto immagini. Nel momento in cui si rivedono tra i due scatta una vera e propria passione irrefrenabile. Domenico è sposato e ha due figli piccoli. La storia tra i due prosegue indisturbata e il loro bisogno di evasione dalla realtà viene consumato, abitualmente, nella stanza di un motel. La relazione segreta tra i due sembra facile ma, in realtà, non lo è affatto.
Miley Cyrus, stanca di essere Hannah Montana, dice addio al personaggio che l’ha resa così celebre regalandole tanta notorietà. E le sue parole, durante il collegamento telefonico dalla Disney per presentare il suo nuovo film “The last song”, sono state: «Ho chiuso con Hannah Montana e non mi manca sono felice di interpretare un ruolo in cui i ragazzi possano identificarsi, ma così come gli attori di Twilight non faranno per sempre i vampiri, io mi sono stufata di fare Hannah Montana».
Miley Cyrus, in possesso di un patrimonio in crescita di 25 milioni all’anno, è una delle 20 teenager più ricche del mondo. La sua vita, oltre che sul set, viene vissuta in una splendida villa sull’oceano e una passeggiata qua e là nella sua comodissima Porsche, regalo del suo 17esimo compleanno ricevuto dalla madre. Una vita invidiabile, dunque, quella di Miley, quella che tutti sognano e che tutti vorrebbero avere. Ma la ragazzina sembra non essere troppo entusiasta di tutto ciò che le rirconda. Stufa, infatti, di essere il prototipo nell’interpretazione di Hannah Montana, lascia definitivamente la sua parrucca bionda e si da all’immenso mondo del cinema, sperando di diventare presto una star anche sul grande schermo.
Detto fatto, Miley è già a lavoro per un film da grande schermo, “The last song”, al cinema dal prossimo Venerdì, film drammatico al quale si trova a lavorare al fianco del suo boyfriend. E proprio in merito alla bella fortuna di condividere anche il lavoro con la propria metà sostiene: «Avere un compagno che fa il tuo lavoro ti aiuta, condividiamo gioie e dolori del mestiere. Gioie come costruire una vita in comune fuori e dentro il set (ma le voci sul nostro matrimonio sono false), dolori come non avere una vita privata. Nella rabbia del mio personaggio in The last song ho riversato il rancore che provo tutti i giorni quando vengo assalita dai paparazzi. Sono matti. E ormai chiunque può fotografarti con un cellulare».
Nell’inverno del 1999, due studenti, Camilla (Isabella Ragonese) e Silvestro (Michele Riondino), si conoscono su un vaporetto. Lui fa di tutto per essere notato e lei decide di ospitarlo per una notte nel nuovo appartamento preso su una piccola isola della laguna veneziana. Per entrambi è l’inizio di una nuova avventura: da quel momento in poi, si perdono e si ritrovano, ogni volta in inverno.
Una storia piena di passione e gelosia quella tra Camilla e Silvestro, che in dieci quadri, caratterizzati da sfondi funzionali e mai banali, come la nostalgica umidità veneziana, il bianco glaciale di Mosca, vede la luce di un rapporto che sempre di più prende forma, di pari passo alla crescita interiore dei due protagonisti.
I dieci inverni sono le stagioni necessarie per completare parte del loro percorso; si passerà dalla tenera ingenuità dei diciotto anni alla disillusione dei trenta. Il regista, Valerio Mieli, ha saputo mettere in scena una storia che sa raccontare il percorso di un individuo, il contatto tra due persone così lontane e così desiderose di evolversi. Il film è immortalato dalla ballata di Vinicio Capossela, “Parla Piano”, colonna sonora del film.
Raizo, educato fin da piccolo all’arte del combattimento ninja dallo spietato clan Ozunu, una volta raggiunta la maturità decide di ribellarsi al destino killer a pagamento per conto dei governi internazionali. Ma Raizo viene braccato dall’intera umanità, condannato a vivere nell’anonimato e nell’oscurità. Decide di aiutare Mika, poliziotta dell’Europol stanziata a Berlino per indagare sui legami tra questi ninja che nessuno ha mai visto e dei misteriosi omicidi. Con Mika, Raizo cercherà la sua vendetta.
Disobbedendo agli ordini dei suoi superiori, Mika scopre negli archivi dei servizi segreti la verità su alcune uccisioni celebri; divenendo, così, un bersaglio per il Clan Ozunu, che invia il letale Takeshi per costringerla al silenzio. A salvarla interviene Raizo, scatenando una guerra senza esclusione di colpi tra lui ed il Clan.
Il film, per la regia di James McTeigue, cerca una dimensione estetica, punta all coolness dei suoi personaggi maledetti, rubando soluzioni ma con rispetto. Il finale rispecchia sostanzialemente quella che è la filosofia orientale in una matrice occidentale, facendo ritrovare al protagonista quell’orgoglio di giustizia che mai avuto nella propria patria, terra di frustrate, sangue, vendette e amori non consumati. Il mondo occidentale offre a Raizo, protagonista della pellicola di Mc Teigue, una nuova opportunità di vita, diversa e migliore, forse, di quella vita vissuta nell’altro pezzo di mondo.
Jennifer’s body è il film di Karyn Kusama, uscito negli States a Settembre, che sta per sbarcare in Italia. Mancano solo pochi giorni alla data: il 10 Dicembre Jennifer’s body arriverà in tutte le sale cinematografiche del nostro territorio, distribuito da Fox. Jennifer è un’attraente cheerleader mentre Needy è una timida nerd che frequenta il suo primo amore, Chip un geek carino e sensibile.
Jennifer accompagnata al bar da Needy spera di conquistare il cantante di un gruppo indipendente ma il piano va letteralmente in fumo: un incendio distrugge tutto. Tra i sopravvissuti c’è Jennifer abbastanza stordita e confusa, salvata dai membri della band che la portano nel loro furgone. Mentre la piccola cittadina affronta la tragedia, Jennifer riappare con una fame insaziabile della carne succulenta dei suoi ammiratori. Scoperta la trasformazione diabolica dell’amica Needy decide di salvare la città e il ballo scolastico prima che diventi il buffet del sanguinario demone che ha preso possesso del corpo di Jennifer. Premio Oscar per Juno, la pellicola che racconta la vicenda di una ragazza tra sangue e sesso sembra essere stata snobbata dal pubblico americano.
Francesca è il nuovo film di Bobby Paunescu in tutte le sale cinematografiche dal 27 Novembre. E’ la storia di una giovane maestra di Bucarest, Francesca appunto, che decide di partire per l’Italia dove, dopo alcuni mesi trascorsi come badante, apre un asilo per bambini connazionali. Francesca trascorre le ultime giornate alla ricerca del denaro che serve per realizzare il suo progetto; amici e parenti cercano di dissuaderla dal suo obiettivo, perché spaventati per il suo futuro con un fidanzato, in contatto con una banda di malfattori, nei guai per un debito mai restituito.
Francesca è un melodramma del cinema romeno che mette in scena una vicenda che fa pensare, riflettere a fondo, che fa parlare e riparlare. I veri protagonisti sono i grandi temi di attualità, oggi tanto dibattuti, come l’immigrazione, il rapporto (o contrapposizione) tra italiani e romeni (o degli extracomunitari in genere).
Quel celebre ritratto è ora in tutte le sale italiane. L’opera letteraria scritta da Oscar Wilde nel 1890, quando la sua fama raggiunse i più alti livelli di concretezza, ora diventa una pellicola, resa pubblica in tutte le sale cimetografiche italiane. Dorian Gray di Oliver Parker è un successo preannunciato. Il regista ha riportato sullo schermo altre opere di Wilde anni fa, come “Un marito ideale” e “L’importanza di chiamarsi Ernesto”. Evitando la strada del melodramma, Oliver Parker questa volta si ispira al grande amore di Oscar Wilde, Lord Alfred Douglas.
Dorian Gray è un giovane signore londinese appartenente alla society di fine Ottocento. E’ un ragazzo simpatico, carino e affabile; il destino avverso, però, mette al suo fianco Henry Wotton, un cinico aristocratico che disprezza le regole della società vittoriana. Entrambi dividono gli esseri umani in maschi e femmine, buoni e cattivi. Per lui (e per Wilde) l’unica distinzione è tra belli e brutti.
Basil Hallward, l’amico pittore di Dorian colui che nutre più di una amicizia nei confronti del giovane, esegue per il suo “amato”un meraviglioso dipinto. Preso totalmente dalla personale di Wotton, Dorian pende dalle sue labbra e nella sua mente rieccheggiano le parole che caratterizzano un pò tutti quelli che, come lui, vivono la giovinezza senza limiti. Si ripete che è giovane e bello, che ha diritto ad avere e a fare tutto ciò che vuole. Wotton, ormai plagio della vita di Dorian, spinge il giovane al vizio più totale, facendolo compiere anche un patto col diavolo.
Ma Dorian, come preso dai sensi di colpa, è angosciato ogni qual volta vede il suo ritratto. Passano gli anni ma Dorian è sempre un ragazzo, bello, giovane ed eterno, ad invecchiare al suo posto è il ritratto, che raffigura, ormai, un vecchio consumato dal vizio. Solo l’amore per la figlia di Henry Wotton potrà redimere il bel Dorian, annullando gli effetti del maligno.
Luis Prieto, ha scelto di realizzare una storia molto semplice, di raccontare la relazione tra due donne che appartengono a generazioni differenti ma accomunate da un grande bisogno d’amore. Ottima è stata l’idea di metterle a confronto: Allegra, diciassettenne introversa, che vorrebbe essere accolta e considerata in famiglia e in società, non ha fiducia nel mondo maschile e negli uomini in generale, Luisa, trentacinquenne confusa, con il sogno di avere una storia d’amore e una vita come tutti, al contrario, si fida quasi cecamente degli uomini. Sarà la convivenza delle due a smorzare le loro asfissianti insicurezze, le loro paure, che poi sono le stesse di tutte le donne, vivendo in modo più equilibrato e dinamico. Claudia Gerini e Chiara Martegiani sono le due protagoniste che rivendicano con voce squillante il loro diritto alla libertà e alla felicità.
Luis Prieto arrivò in Italia cinque anni fa per presentare alla Mostra del Cinema di Venezia il suo cortometraggio Bamboleho. Vinse la Menzione Speciale della Giuria e, da allora, il suo piccolo film divenne per lui un valido, nonché prezioso, biglietto da visita in Italia. Venne a contatto con la Cattleya con la quale cercò subito un progetto da realizzare insieme. Arrivò, così, Ho Voglia di Te. In seguito, decise di trasferirsi in Italia, dopo essere stato in Argentina a girare un film per una produzione spagnola e nella stessa Spagna per girare alcuni spot pubblicitari.
Capita anche nei migliori set. Si sa, certe cose non si possono prevedere. Stiamo parlando di quello che è successo sul set di Knight and Day, il nuovo film di Cameron Diaz e Tom Cruise. Due donne sono state leggermente ferite da alcuni tori fuggiti dal set del nuovo film che i due attori si apprestano a girare a Cadice, nel sud della Spagna.
Secondo l’holliwodiano reporter, sette tori dovevano ricreare alcune scene della tradizionale corsa di Pamplona, hanno preso il controllo delle stradine del centro cittadino per circa 40 minuti prima di essere ricatturati sulla spiaggia. Il sindaco della città, dunque, ha sospeso le riprese della commedia d’azione diretta da James Manhgold e che dovrebbe uscire a luglio del 2010. Al momento dell’incidente, sul set etano assenti sia Diaz che Cruise.