Carlo Verdone attacca la politica che si disinteressa del cinema

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Carlo Verdone lamenta contro la politica italiana, in particolare contro il Ministro Renato Brunetta, poiché è stato poco educato quando ha dipinto i registi come degli sfaticati e dei parassiti. E, con queste parole, Carlo Verdone spiega il suo malcontento durante la puntata di Effetto domino, nella quale è stato ospite, riguardo alle affermazioni di Brunetta: «Ammetto che ci sia stata un’aberrazione nel concedere finanziamenti a film veramente assurdi, ma il ministro Brunetta non è stato molto educato quando ci ha dipinto come degli sfaticati e dei parassiti. Si sarebbe dovuto arrabbiare con Paolo Sorrentino per il suo primo film L’uomo in più e con Matteo Garrone per L’imbalsamatore che hanno fatto incassi molto bassi. Adesso, però, sono la punta di diamante della nostra cinematografia».

E dalle parole di Brunetta, Verdone fa una giusta riflessione sul disinteressamento dei politici nei confronti del cinema sottolineando il fatto che gli stessi hanno occhi di riguardo solo per la televisione perché così conviene meglio:«Lui vede comunisti dappertutto ma non è così. La verità è che la politica si è sempre interessata molto di più alla tivù che al cinema, perché la tivù dà un ritorno di visibilità e il cinema no. La medicina per guarire il cinema italiano? Ci vuole un medico premuroso che voglia bene al paziente e che si prenda cura del caso. Berlusconi è un ottimo medico per la tivù, per il cinema no, penso che non gliene importi niente. Per i finanziamenti i film dovrebbero essere valutati da commissioni super partes, severe, composte da persone di grande cultura e sensibilità. Alle nuove commissioni dovrebbe essere affidato l’importante compito di individuare coloro che domani daranno lustro al nostro cinema».

E le sue ultime parole vengono spese sulla situazione culturale italiana: «La cultura è malata perché esiste un grande equivoco: si sta confondendo la cultura con l’intrattenimento e quindi è molto complicato per le nuove generazioni capire cos’è veramente valido e cosa effimero. Bisognerebbe pensare per il futuro a insegnare la storia del cinema alle superiori. La storia d’Italia la si può studiare anche attraverso film importantissimi, da Blasetti a Rossellini».

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