Il Gladiatore – un successo epico

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il-gladiatoreIncentrato sulle vicende del generale Massimo, interpretato da Russell Crowe, e ambientato in una Roma più epica che mai, Il Gladiatore è uno dei più grandi film epici di tutta la storia cinematografica. Potremmo definirlo come il più grande contenitore di effetti speciali. Ma il lavoro fatto dal regista Scott non è stato abbastanza per renderlo un colossal del genere epico. Ci sono stati, per così dire, troppi errori e troppe leggerezze che Scott non doveva assolutamente permettersi trattando un tema così delicato come quello della cultura latina che tanto appartiene alla nostra. Un minimo di rispetto e di cultura non avrebbero prodotto un miscuglio tanto ibrido di medioevo, violenza metropolitana, musica (Hans Zimmer) onnicomprensiva (melò, drama, west). Intollerabili gli intermezzi dialettici fra Commodo e la sorella (Nielsen) che dovrebbero dare spessore ai dialoghi.

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Per giunta, il film vanta eccessiva computerizzazione che, seppur spettacolare nel suo genere, ha vanificato gli sforzi se poi il tutto è andato a scapito della cultura romana. La vera rivelazione è stato il Russell Crowe, nel ruolo di protagonista del colossal.

Il generale Massimo, uomo dalle straordinarie virtù e amato da tutti, è stato scelto come successore dell’Imperatore Marco Aurelio (Harris) che, dopo la vittoria contro i Britanni, disprezza il Commodo (Phoenix). Quest’ultimo, però, uccide il padre e ordina la morte del generale e della sua famiglia. Massimo fugge in Africa, diventa gladiatore, torna a Roma dove si fa riconoscere.

Qui vi torna come Gladiatore indiscusso, è lui il dominus del Colosseo, idolatrato dal popolo, tanto che lo stesso Commodo non può ordinare la sua uccisione. Così, lo sfida a un duello nell’arena, dopo averlo vigliaccamente ferito. Il finale, lieto e di grande commozione vede Massimo uccidere il terribile imperatore.

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